Il sindaco ferito (foto Umbria24)

di Daniele Bovi
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Invece che raggiungere il viale della Stazione «dove avrebbero dovuto consegnare una lettera al prefetto», i circa 750 manifestanti hanno «proseguito verso lo scalo» e qui, alla stazione, hanno «forzato l’interdizione» fatta dalla polizia lanciando anche oggetti che hanno ferito cinque poliziotti e un carabiniere. E’ uno dei passaggi centrali dell’informativa urgente fatta dal viceministro dell’Interno Filippo Bubbico questa mattina in aula sulla manifestazione di Terni del 5 giugno quando, come noto, il sindaco della città Leopoldo Di Girolamo è stato ferito alla testa. Fatti sui quali sono in corso le indagini «della Digos su delega della locale procura – ha detto Bubbico – e sui quali è stata anche avviata un’attività ispettiva interna del Dipartimento di pubblica sicurezza». Bubbico ha poi spiegato che «nei momenti di maggior concitazione Di Girolamo è stato colpito da un oggetto contundente: da una ricostruzione più precisa basata sulle immagini televisive sembra evidenziarsi che il colpo sia stato sferrato da un ombrello da uno dei manifestanti».

ROSSI (PD): TUTTI AVVERTITI, NESSUNA DEVIAZIONE

Corteo ha deviato Bubbico, oltre ad aver espresso la solidarietà del governo al sindaco e ai lavoratori «che vivono un momento particolarmente difficile», ha ricostruito la vicenda sostenendo che «alla luce del preavviso dei promotori dell’iniziativa – ha detto – i manifestanti, partendo dalla sede dello stabilimento industriale e percorrendo le vie del centro cittadino, avrebbero dovuto raggiungere il viale della Stazione, dove ha sede l’Ufficio territoriale del governo, per consegnare una lettera al prefetto. Viceversa il corteo ha proseguito in direzione dello scalo ferroviario, forzando il cordone di interdizione, senza tuttavia incontrare, per intuibili esigenze prudenziali ulteriore resistenza al cambiamento di itinerario da parte delle forze dell’ordine». Poi il lancio di oggetti e il colpo, una manganellata o un’ombrellata di un manifestante (il 17 giugno ci sarà la perizia della scientifica), che ha ferito Di Girolamo. Una ricostruzione smentita nel corso del pomeriggio dal senatore Pd Gianluca Rossi, secondo il quale tutti erano stati avvertiti sulla volontà degli operai di occupare simbolicamente i binari.

TUTTO IL DIBATTITO IN AULA 

Evitati atti di forza Il viceministro nel corso dell’informativa ha anche difeso l’operato delle forze dell’ordine sostenendo che queste «hanno evitato atti di forza e lanci di lacrimogeni, limitandosi esclusivamente ad azioni di contenimento. Infatti, non viene mai trascurato in evenienze simili ogni serio sforzo verso un approccio di mediazione e dialogo, capace di contemperare le esigenze di espressione civile della protesta con quelle di sicurezza, a tutela dell’incolumità degli stessi manifestanti». «Proprio in virtù  – ha aggiunto – dell’opera di persuasione svolta dai funzionari della questura di Terni, i manifestanti sono stati convinti a rimuovere il blocco di alcuni binari, peraltro durato appena quindici minuti».

Manifestazioni e crisi Bubbico poi ha messo in evidenza il moltiplicarsi delle manifestazioni in questi anni a causa della crisi economica che sono passate, secondo il viceministro, dalle tremila del 2010 alle quasi cinquemila del 2012. «Poco più del 2% del totale – ha spiegato – hanno presentato problemi sul piano dell’ordine pubblico. Ciò dimostra che la gestione di quest’ultimo nelle manifestazioni di piazza ha registrato, pur nelle difficoltà del momento, una generale tenuta». Chiuso l’intervento del viceministro in aula hanno parlato, tra gli altri, i deputati umbri Walter Verini (Pd), Tiziana Ciprini (M5S), Pietro Laffranco (Pdl) e Adriana Galgano (Scelta civica).

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.