di C.F.

La Procura di Spoleto ha consegnato alla Polizia postale di Perugia tutti i device telefonici e informatici di Nicola Gianluca Romita, il 48enne reo confesso in carcere dal 26 marzo scorso per il femminicidio della moglie Laura Papadia, 36 anni, strangolata in casa. L’estrazione dei file e dei dati è iniziata nella mattinata odierna, dopodiché, come richiesto dal sostituto procuratore titolare del fascicolo, Alessandro Tana, si passerà all’analisi delle copie forensi. All’operazione potranno naturalmente partecipare anche i consulenti tecnici sia della difesa di Romita, rappresentato dagli avvocati Luca Maori e Luca Valigi, che della parte offesa, cioè i familiari di Laura Papadia, rappresentati dall’avvocato Filippo Teglia. Tra i dispositivi telefonici e informatici sequestrati durante le indagini del commissariato di Spoleto e della Mobile di Perugia ci sono un tablet, un computer portatile e alcuni dispositivi di archiviazione, ma soprattutto c’è il vecchio iPhone che Romita ha lanciato dal Ponte delle Torri mentre minacciava di lanciarsi di sotto dopo aver ucciso la moglie. Lo smartphone è stato cercato per un paio di giorni dagli investigatori e dai pompieri e alla fine è stato recuperato. Lì dentro, come negli altri device, la Procura di Spoleto cerca riscontri al sospetto della premeditazione.

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