di Chiara Fabrizi

La Procura di Spoleto ha chiesto il rinvio a giudizio per Nicola Gianluca Romita, il 48enne che lo scorso 26 marzo ha ucciso la moglie Laura Papadia, 36 anni, nell’appartamento in cui vivevano nel centro storico di Spoleto. L’udienza preliminare è stata fissata per il 10 febbraio davanti al gup Teresa Grano.

Stando alla ricostruzione degli inquirenti, che era già emersa lo scorso 19 novembre, Romita ha ucciso la moglie Papadia stringendole le mani al collo e utilizzando un indumento della stessa vittima. La vice direttrice di un supermercato di Spoleto vittima del femminicidio è stata, dunque, strangolata all’interno dell’appartamento di via Portafuga. Il delitto per la Procura è comunque avvenuto al culmine di una lite, motivo per cui, nonostante gli sforzi investigativi compiuti, Romita è accusato di omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale, ma non anche dalla premeditazione. I magistrati hanno poi individuato come parti offese il padre di Laura Papadia, Maurizio, e i due fratelli, Fabio e Alessandro, oltre all’associazione “Per Marta e per tutte”, che potranno avanzare richiesta di costituzione in giudizio come parti civili già nella fase preliminare.

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