© Chiara Putignano

di M.R.

Accertamenti sui reperti, tantissimi. Da quelli biologici a quelli digitali. È davvero vasto il materiale sequestrato nell’ambito dell’indagine a carico di Mark Samson, reo confesso del femminicidio di Ilaria Sula. La studentessa ternana, scomparsa il 25 marzo scorso dalla casa romana che condivideva con altre ragazze, è stata ritrovata senza vita, alcuni giorni dopo, all’interno di una valigia gettata in un dirupo. Il giovane, col quale la vittima stava per chiudere la relazione sentimentale, è indagato per omicidio volontario aggravato; sua madre per concorso in occultamento di cadavere.

Femminicidio Ilaria Sula  Ristretto in carcere, dalla sua cella in queste settimane ha scritto ai genitori della sua ex e ai propri per chiedere scusa, ma ha inteso inviare una missiva anche ai Pm che lavorano alla ricostruzione dell’accaduto, sulla base di confessioni rese in fase di interrogatorio, poi riviste dallo stesso indagato, e analizzando ogni elemento rilevato nella macchina del giovane con la quale è stato trasportato il cadavere di Ilaria e nell’appartamento di famiglia, in via Homs a Roma, dove si è consumato il delitto. E poi c’è il telefono di Ilaria, che il ragazzo ha fatto ritrovare agli inquirenti solo successivamente. Prima aveva detto di averlo gettato in un tombino. Con quello smartphone, dopo aver ucciso Ilaria, si è sostituito a lei per cercare di convincere amici e familiari che stesse bene. 

Samson Gelosia, possesso, frustrazione per la fine del rapporto, le ipotesi sul movente. Ma c’è ancora molto da chiarire. Perché Ilaria era a casa di Mark, quando è arrivata, quando è stata uccisa, chi c’era nell’appartamento e cosa è successo prima che le sferrasse dei colpi mortali al collo con un coltello, non ancora rinvenuto. Molto potranno dire i risultati definitivi dell’autopsia, combinati con le testimonianze. Dettagli utili a verificare se il giovane avesse premeditato il delitto. Nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, evidenziata la freddezza nelle fasi successive alla morte della giovane; dalla pulizia della casa al trasporto nella discarica abusiva, con tappa dal tabaccaio mentre la vittima era chiusa in un trolley nel portabagagli, fino ai messaggi dal cellulare della ragazza.

L’assassino Il padre di Sula ha raccontato di essere stato abbracciato da Samson, durante le ricerche della figlia: si definiva ‘preoccupato’. Delle sue scuse, i genitori della povera ragazza non sanno cosa farsene. Possono solo sperare nella giustizia una volta che sarà emersa tutta la verità sull’atroce uccisione di Ilaria. Il femminicidio ha radunato a Terni migliaia di persone, per dire basta alla violenza sulle donne e per l’ultimo saluto alla giovane con tanti sogni spezzati da chi diceva di amarla. Dal cortile della casa di viale dello Stadio sono stati nel frattempo rimossi fiori e striscioni. Resta qualche lumino, oltre all’affetto di tanti, a ricordare Ilaria ‘caduta nel buio delle tenebre’ come ripeteva sua madre il giorno del funerale. 

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