di Francesca Marruco
Mentre Danut iniziava a conoscere le quattro mura del carcere di Capanne in cui passerà moltissimo tempo, i medici legali Luca Pistolesi e Gualtiero Gualtieri, esaminavano il corpo di Ofelia – uccisa nel giorno della festa della donna in un affittcamere di Gualdo Tadino – su un freddo tavolo della sala settoria. E dall’autopsia il dato emerso che più sconvolge è che Ofelia non sembra avere ferite da difesa sul corpo. Nessun taglio alle mani, o alle braccia. Il che, unito alla traiettoria che il taglierino ha segnato penetrandole la gola, lascia supporre con un certo grado di certezza che Ofelia sia stata aggredita alle spalle da Danut che impugnava il taglierino.
Le ferite Oltre alla ferita mortale, che gli ha lesionato vene e arterie vitali, Ofelia aveva solo un’altra piccola ferita sotto il mento, probabilmente fatta sempre col taglierino ritrovato nella stanza dell’omicidio. In più, una ferita lacerocontusa sulla nuca, come se avesse sbattuto la testa cadendo all’indietro. Magari proprio sul letto, su cui è stato trovato il cadavere appoggiato di spalle.
Le frasi col sangue Tutti intorno un orrore senza fine: frasi e frasi scritte sulle pareti in lingua rumena col sangue della vittima. Cosa l’assassino abbia scritto, ancora non è trapelato dalle indagini, ma il particolare elemento, emerso dopo il sopralluogo effettuato anche alla presenza degli avvocati dell’arrestato e della famiglia della vittima, lascia pensare che Danut Barbu sia rimasto non poco tempo accanto alla fidanzata morta, o morente.
In carcere Danut Barbu è stato trafserito nell’infermeria del carcere di Capanne e tra martedì e mercoledì verrà interrogato dal gip di turno a cui il sostituto procuratore ha chiesto la convalida dell’arresto. Intanto martedì mattina incontrerà l’avvocato Francesca Tosti, che lo ha assistito anche durante l’interrogatorio domenica pomeriggio in ospedale sospeso perché l’uomo sembrava molto provato e non in condizioni di rispondere ancora.
LA SCIA DI SANGUE DELLE DONNE IN UMBRIA
Il taglierino Per questo, alcune domande sono rimaste ancora senza risposta. Nessuna dichiarazione sul messaggio con la foto del cadavere, che il cugino della vittima ha detto che avrebbe inviato alla sorella. E nessuna spiegazione compiuta sulla dinamica dell’omicidio. Escludendo una colluttazione con la vittima, non ha però spiegato fino in fondo l’accaduto. Solo una cosa ha fatto: ha tentato di negare che il taglierino se lo sia procurato lui. Ma contro la sua parola c’è quella del proprietario dell’affittacamere che disconosce l’oggetto come suo.
NEL 2013 UCCISA UNA DONNA OGNI DUE GIORNI
Premeditazione? Il taglierino che è stato usato per uccidere Ofelia è stato adesso repertato e sequestrato: è uno di quelli che potrebbe stare su molte scrivanie, acquistabile probabilmente in una qualsiasi cartoleria e le indagini dei carabinieri guidati dal tenente Pier Giuseppe Zago stanno cercando di appurare proprio se il taglierino possa essere stato acquistato poco prima dell’omicidio. O comunque quando dopo l’arrivo in Italia di Barbu, che dalla Romania ha preso un aereo e difficilmente può aver portato con lui un taglierino.
Raccolta fondi Intanto, dopo l’autopsia, il sostituto procuratore titolare dell’indagine Angela Avila, ha concesso il nulla osta per la restituzione della salma. Ofelia verrà probabilmente seppellita in Romania, anche se, per farlo, la famiglia ha chiesto aiuto ai servizi sociali del Comune. In più, tramite Facebook e tramite il passaparola, alcuni abitanti di Gualdo Tadino, hanno iniziato una raccolta fondi per pagare l’ultimo viaggio di Ofelia.
