di Chiara Fabrizi

A casa del farmacista di Foligno le forze dell’ordine hanno trovato una pistola regolarmente denunciata e una scacciacani. Entrambi le armi sono state ritirate in via cautelare dalle autorità poche ore dopo che la trentaseienne tunisina da 20 anni residente a Foligno si è presentata in caserma raccontando di essere stata aggredita dall’anziano professionista, che le avrebbe strappato il velo (si tratterebbe di hijab) e dato almeno un paio di colpi al viso, alle gambe e al grembo. Ad aggravare il quadro, con la lite scaturita dalla bici che la donna avrebbe parcheggiato male, ci sarebbe anche un secondo episodio accaduto poco dopo, quando il marito della trentaseienne, un egiziano titolare di un autolavaggio a Foligno, dove pure lui vive da molti anni, si sarebbe presentato in farmacia per chiedere spiegazioni su quanto accaduto alla coniuge. Qui l’anziano farmacista, che nel frattempo si era spostato nel giardino di casa, adiacente alla farmacia, gli avrebbe puntato contro un’arma. Come di prassi in questi casi le forze dell’ordine dispongono i controlli di rito e, accertato dalla banca dati che l’uomo avesse a disposizione le armi, gli hanno bussato alla porta di casa e hanno proceduto al ritiro cautelare. Entrambi gli episodi, che sono stati segnalati ai carabinieri, saranno formalmente denunciati con una querela che l’avvocato dei coniugi, Pietro Gigliotti, depositerà in Procura a Spoleto in settimana, sollecitando anche la contestazione della ritenuta aggravante delle discriminazione razziale.

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