di Fra. Mar.
E’ stato uno di quegli scandali scomodi, che fanno arrabbiare le persone perbene, che non cercano scorciatoie. Era quello dei cosiddetti falsi ricoveri, che servivano, secondo l’accusa, a far saltare liste d’attesa e ad avere risultati immediati a parenti e amici dei tantissimi medici e infermieri indagati in tutta l’Umbria. Ma ora è arrivata il primo pronunciamento di un giudice che ha in gran parte smontato il teorema dell’accusa che in questo processo puntava il dito contro la sanità folignate. Di oltre 60 indagati sono solo 15 quelli rinviati a giudizio, e solo per l’accusa di falso ideologico. Le accuse di truffa e esercizio abusivo della professione sono cadute.
Accuse Per il pm Giuseppe Petrazzini infatti, gli indagati avrebbero richiesto «mediante l’utilizzo del sistema informatico Web-Lis in uso presso la struttura ospedaliera, l’effettuazione di esami ematochimici da essa indicati in assenza di prescrizione medica» per amici e parenti «anche in assenza del pagamento della quota di compartecipazione alla spesa sanitaria a carico del fruitore della prestazione, procurando un ingiusto vantaggio patrimoniale pari al costo delle prestazioni con corrispondente danno patrimoniale per l’ente».
Uno dei tanti Questo processo tra l’altro è solo uno dei tanti in Umbria se si considera che in tutto erano state denunciate circa 800 persone. E proprio questo processo potrebbe tracciare una strada per quelli che verranno: il gup Carla Giangamboni ha stroncato le accuse più pesanti, quella di truffa e di esercizio abusivo della professione da cui sono stati tutti prosciolti.
Nessuna truffa In particolare per quanto riguarda la truffa, il giudice lo ha riqualificato in indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato, come richiesto dall’avvocato Nicola Di Mario, che in una memoria spiegava l’insussistenza dell’accusa di truffa per l’assenza dell’induzione in errore nel soggetto truffato. E una volta effettuata questa riqualificazione, se si tratta di una somma contestata inferiore a 4mila euro, come per i casi oggetto del procedimento, è prevista solo l’applicazione di una sanzione amministrativa e non di una condanna penale.
Motivazioni Oltre a Nicola Di Mario, i professionisti erano difesi dagli avvocati Francesco Falcinelli, Giancarlo Viti, Gianni Spina e Silvia Stancati. Scontato che adesso, una volta depositate le motivazioni, i proscioglimenti perugini, verranno usati anche negli altri processi.
