di F.T.
Sono fuggiti in autostrada dopo aver messo a segno un furto in una casa di Prato. Al termine di un lungo inseguimento, gli agenti delle polizie stradali di Orvieto e Arezzo, in un’operazione congiunta, sono riusciti a fermarli lungo l’A1 fra Chiusi e Fabro. In manette ci sono finiti due cittadini di nazionalità albanese, pluripregiudicati e regolari in Italia. Altri due complici sono fuggiti a piedi ma la polizia è sulle loro tracce.
La fuga Sabato mattina i quattro hanno imboccato l’A1 a tutta velocità dopo aver messo a segno il ‘colpo’ in un’abitazione di Prato. Bottino modesto, fatto di 500 euro in contanti, oggetti, monili e – soprattutto – le chiavi dell’auto di famiglia,una Lancia Y, con cui si sono dati alla fuga. Braccati prima dagli agenti della polizia stradale di Arezzo e, successivamente, dai colleghi di Orvieto, i quattro hanno tentato in ogni modo di mettere fuori gioco gli inseguitori con una condotta a dir poco temeraria fatta di accelerazioni e brusche frenate. Non è mancata neppure una live collisione fra la Lancia e un mezzo della polizia, fortunatamente senza conseguenze grazie alla prontezza dell’agente al volante.
L’arresto Dopo aver superato il casello di Chiusi, i quattro hanno deciso di abbandonare l’auto, tentando la fuga a piedi. Dopo aver accostato, hanno attraversato l’autostrada per cercare di far perdere le proprie tracce nei campi della zona. Due di loro sono stati bloccati e arrestati. Per gli altri due complici, invece, le ricerche proseguono senza sosta.
La pistola Durante la fuga, uno dei due latitanti ha abbandonato una borsa fra i campi. All’interno è stata trovata una pistola ‘Glock’, risultata rubata nel maggio scorso a una guardia giurata di Napoli. Particolare inquietante: l’arma era carica e pronta a sparare. All’interno sono state trovate nove munizioni: al momento del furto, l’arma ne conteneva tredici. Probabile che i quattro colpi mancanti siano stati esplosi e ora l’obiettivo degli inquirenti è verificare in quali occasioni la pistola abbia fatto fuoco. In questo senso, non è escluso che possano essere accertati altri colpi messi a segno dal gruppo di malviventi.
Soddisfatto il comandante della sottosezione della polizia stradale di Orvieto, Stefano Spagnoli: «L’operazione si è svolta in totale sinergia con i colleghi di Arezzo – spiega – ed ha permesso di assicurare alla giustizia dei soggetti particolarmente pericolosi e già gravati da decine di reati. Il merito va agli agenti che hanno condotto l’inseguimento con coraggio, evitando rischi agli automobilisti e ai mezzi in transito». I due arrestati sono stati tradotti all’interno del carcere di Arezzo.
