È stato assolto il 24enne accusato di avere fatto pipì sull’auto di servizio dei carabinieri parcheggiata in piazza Danti, nel centro storico di Perugia, riprendendo la scena con il proprio telefono cellulare. La sentenza è stata pronunciata questa mattina dal giudice del tribunale di Perugia. Il pubblico ministero Maria Valerio aveva chiesto la condanna del giovane a otto mesi di reclusione per i reati di danneggiamento, oltraggio a pubblico ufficiale e vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle Forze armate. Nel corso del processo il reato di danneggiamento è stato riqualificato in imbrattamento, ritenuto di lieve entità, e l’imputato è stato assolto anche da questa contestazione. Assoluzione anche dalle accuse di oltraggio e vilipendio.
I fatti L’episodio risale alla notte del 24 giugno 2026, intorno alle 2.30. I carabinieri, impegnati per alcuni accertamenti in piazza IV Novembre, erano stati avvisati dalla centrale operativa che un uomo stava «espletando i propri bisogni fisiologici» sull’auto di servizio parcheggiata in piazza Danti e che stava riprendendo la scena con il cellulare. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza avevano consentito di seguire la condotta in diretta. «Quello che è stato dichiarato nel verbale è stato smentito dalle videorprese», sono le parole dell’avvocato Giovanna D’Agostini che ha rappresentato la difesa.
L’accusa e il video di 35 secondi Raggiunta piazza Danti, i carabinieri – si legge negli atti – avevano trovato il giovane con i pantaloni slacciati e gli indumenti intimi abbassati, intento a urinare sulla carrozzeria della ‘gazzella’. Nel capo d’imputazione gli veniva contestato di avere urinato sullo sportello, sulla ruota e sulla maniglia di apertura dell’auto d’istituto, provocandone il temporaneo deterioramento e rendendola inutilizzabile per il servizio fino all’esecuzione di un lavaggio e di una sanificazione straordinari. Gli veniva inoltre contestato di avere realizzato un video di 35 secondi con il proprio smartphone, in presenza di numerose persone, condotta che per la Procura integrava anche i reati di oltraggio a pubblico ufficiale e di vilipendio.
Il processo Il 24enne, aiuto cuoco, inizialmente ristretto agli arresti domiciliari su disposizione del pm di turno della Procura di Perugia, era poi comparso davanti al giudice che aveva convalidato l’arresto rimettendolo in libertà senza misure cautelari per assenza di esigenze cautelari. Successivamente aveva scelto di essere giudicato con rito abbreviato condizionato all’acquisizione delle immagini della videosorveglianza. Questa mattina l’imputato non era presente in aula.
Parola alla difesa «L’assoluzione pronunciata oggi non è il frutto di un’ingiustificata indulgenza del giudice ma dell’accertamento dei fatti così come realmente accaduti – spiega Giovanna D’Agostini -. I filmati di videosorveglianza acquisiti agli atti hanno infatti smentito la ricostruzione fornita nei verbali di arresto, facendo venir meno gli elementi costitutivi dei reati contestati di oltraggio e vilipendio. Quanto al presunto danneggiamento, il fatto è stato correttamente riqualificato come imbrattamento (per l’assenza, anche in tal caso, degli elementi costitutivi del reato) e ritenuto di particolare tenuità. Il giovane, incensurato, ha, dunque, subìto un arresto ed un procedimento in virtù di una falsa rappresentazione dei fatti, fortunatamente smentita in dibattimento. Chi oggi tenta di veicolare il messaggio che un criminale è stato assolto, distorce e strumentalizza arbitrariamente la realtà».
