di Massimo Colonna
«Non avevo capito che erano poliziotti». Così il pugile Vasco Schiarea ha spiegato al gip durante l’interrogatorio di garanzia avvenuto nei giorni scorsi nel carcere di Terni. Una ipotesi però non ritenuta credibile dal giudice che nella nuova ordinanza ha confermato la custodia in cella per lui e per Francesco Montanucci, dopo l’arresto messo a segno dagli agenti della squadra mobile nella notte tra mercoledì e giovedì della settimana passata. Emergono nuovi particolari sul blitz che ha permesso agli inquirenti di bloccare quello che ritengono un giro di estorsione ai danni di un artigiano del centro città.
L’interrogatorio I due, arrestati per estorsione aggravata e detenzione di stupefacente, nei giorni scorsi sono stati ascoltati dal giudice per le indagini preliminari Margherita Amodeo nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, alla presenza anche dei legali difensori, gli avvocati Mauro Corazzi e Francesco Gaglianò.
Le richieste delle difese Il giudice, al termine dell’incontro, ha firmato una nuova custodia cautelare in carcere per confermare gli arresti, opponendosi di fatto alle richieste dei due difensori che avevano firmato l’istanza per l’attenuazione della misura. Secondo il gip invece esiste sia il pericolo di fuga che della reiterazione del reato: motivazioni queste che lo hanno spinto a confermare l’arresto nel carcere di vocabolo Sabbione per entrambi gli arrestati.
Il riconoscimento Nel corso dell’interrogatorio Schiarea, che al momento del blitz è scappato di corsa finendo poi in ospedale dove ha finto un malore con l’obiettivo di essere ricoverato (il referto dell’ospedale parla di ‘atteggiamento di simulazione’), da quanto emerge avrebbe dichiarato di non aver capito che le persone che lo stavano inseguendo erano agenti di polizia. Circostanza questa a cui il giudice non ha però dato valore, anche in considerazione del fatto che l’inseguimento è avvenuto anche tramite auto di polizia e che gli stessi agenti, coordinati dal dirigente Alfredo Luzi, al momento dell’arrivo si sono identificati. Inoltre, il fatto che al momento del blitz i due abbiano gettato a terra le quattro banconote per gli inquirenti significa per gli investigatori che volevano comunque disfarsi del malloppo proprio per dopo aver capito dell’arrivo della polizia.
Twitter @tulhaidetto
