di Francesca Marruco

Un fatto è praticamente certo. In quella bombola, che è esplosa volando per dieci metri, c’era troppa pressione. O detto in altri termini, c’era troppo gas. E’ per questo, secondo i primi rilievi effettuati dai vigili del fuoco di Perugia, che sarebbe esplosa, causando il ferimento di sei persone in un garage di una palazzina di Colombella.

Indagini Al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente avvenuto mercoledì mattina alle porte di Perugia ci sono i vigili del fuoco, che nel tardo pomeriggio di giovedì hanno sequestrato le altre bombole inesplose, insieme alla squadra volante e alla squadra mobile. Perché, se è vero come è vero che nessuno ha provocato volontariamente l’esplosione, è altrettanto vero che un qualche tipo di responsabilità potrebbe esserci. Resta da capire in capo a chi.

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Ricarica Secondo quanto emerso, le persone ustionate e ricoverate tra Perugia, cesena, Milano e Roma, sono le uniche a sapere chi e in che modo ha ricaricato quella bombola, per cui, almeno fin quando non saranno in grado di interloquire con la polizia, è possibile che non sia del tutto chiarito questo passaggio fondamentale.

VIDEO: IL LUOGO DELL’ESPLOSIONE

Rivenditore o distributore? Fondamentale perché, se quella bombola che è esplosa e poi è volata come un razzo schiantandosi sul muro di casa era stata comprata da un rivenditore autorizzato potrebbe esserci stato qualche passaggio errato nelle operazioni di ricarica. Ma se invece, come qualcuno sospetta, quella bombola fosse stata caricata ad esempio in un distributore di benzina, la questione diventerebbe ancora più spinosa perché questi esercizi commerciali non hanno l’autorizzazione per farlo.

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I controlli Non sarebbe la prima volta che qualcuno, senza considerare il pericolo, ricarica la bombola con il gpl dei distributori di benzina. E questo accadrebbe perché il prezzo di quel gpl è minore. Ma ancora non è detto che le cose siano andate così: potrebbe essere una bombola regolarmente ricaricata da un rivenditore autorizzato, che però l’ha ricaricata male. Allo stato questa eventualità sembra leggermente meno verosimile perché chi carica le bombole fa più controlli. All’inizio, quando la bombola viene riportata vuota, per essere del tutto pulita e poi dopo, per controllare che non si sia riempita troppo, come invece purtroppo, è accaduto per questa.

Fire ball Il gas sprigionato dalla bombola tagliata di netto con un taglio verticale si è poi mischiato con le fiamme dei fornelloni che i feriti stavano usando per bollire le bottiglie di conserva di pomodoro e ha dato vita ad una vera e propria palla di fuoco dal diametro di quattro- cinque metri, che ha investito tutti i presenti. Tutto questo mentre la bombola schizzava come un proiettile contro il muro. Nell’urto fortissimo si è completamente deformata.

I feriti I feriti, sei in tutto, sono stati tutti inizialmente portati all’ospedale di Perugia, poi due donne sono state portate al Niguarda di Milano e al centro grandi ustionati di Cesena. La prima- una 65enne – ha riportato ustioni di terzo grado sul 70% del corpo, mentre la seconda – di 72 anni- ustioni sul 50% del corpo. Un terzo ferito, un uomo di 40 anni, è stato trasferito a Roma con l’elicottero dei vigili del fuoco, mentre in serata i medici stavano valutando la possibilità di trasferire anche un quattro ferito, che ha riportato il 25% di ustioni sul corpo. Altre due persone sono infine ricoverate in dermatologia a Perugia. Nessuno di loro sarebbe in pericolo di vita. E’ certo però che quelle ustioni provocheranno non pochi dolori. E capire perché una bombola, che in quel momento non era neanche utilizzata, sia esplosa, è un passaggio imprescindibile.

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