di Francesca Marruco
Perugia è capofila in Italia per il consumo di eroina. o almeno, lo è stata per l’anno 2011, stando ai dati di una la ricerca condotta sulle acque delle fogne di 17 città italiane dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, in collaborazione con il Dipartimento per le politiche antidroga (Dpa) della Presidenza del Consiglio dei ministri. A Perugia le dosi giornaliere consumate sono 5 ogni 1000 abitanti. Ed è il dato più alto della penisola, seguito da quello di Terni, Roma e Firenze con tre dosi ogni mille abitanti. Perugia e Terni, viene specificato dall’Istituto milanese, sono state incluse per la prima volta nello studio non ancora pubblicato, e in fase di ultimazione.
Cocaina Si fa maggior uso di cocaina invece a Roma e Napoli, con sette – otto dosi giornaliere. Ma anche per la cocaina, Perugia si piazza al secondo posto con cinque dosi giornaliere, insieme a Milano, Torino e Firenze. In generale, secondo lo studio, negli ultimi 2 anni in Italia si è registrato un calo generale dei consumi delle principali droghe, cocaina, eroina e metamfetamina, con un trend variabile per la cannabis e con un aumento nell’ultimo anno di sostanze come ketamina ed ecstasy).
Le città campione L’Istituto Mario Negri, in collaborazione con il Dpa, ha attivato da qualche anno un network italiano di città per il monitoraggio delle acque reflue. I centri coinvolti sono Torino, Milano, Merano, Gorizia, Verona, Bologna , Firenze, Perugia, Terni, Roma, Pescara, Napoli, Bari, Potenza, Palermo, Cagliari e Nuoro. In particolare, le ultime analisi hanno rilevato «un andamento medio generale di calo dei consumi delle sostanze stupefacenti più importanti quali la cocaina, l’eroina e la metamfetamina con variabilita’ per la cannabis. Nell’ultimo anno, inoltre, si sono evidenziati aumenti di sostanze, anche se a bassa prevalenza d’uso nel nostro Paese, quali la ketamina e l’ecstasy».
Il metodo di ricerca Come spiegato dalla dottoressa Sara Castiglioni dell’Istituto Negri, che ha curato personalmente lo studio sul consumo di droga, la ricerca viene effettuata analizzando i metaboliti che vengono espulsi dal corpo umano e finiscono nelle acque reflue delle città italiane. Partendo da questo dato, e seguendo uno specifico metodo messo a punto dall’Istituto, emerge quello del consumo. Che statisticamente per ogni città viene calibrato per ogni mille abitanti. A Perugia, considerando il dato dei residenti, senza considerare i moltissimi studenti domiciliati, la popolazione è di 160mila abitanti. Cinque per 160, fa 800, possibili dosi di eroina consumate quotidianamente a Perugia.
Ricerca europea Il metodo messo a punto qualche anno fa dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano per stimare i consumi di droghe d’abuso nella popolazione mediante l’analisi delle acque reflue urbane è stato applicato per la prima volta anche a livello europeo rendendo possibile il confronto dei consumi delle principali sostanze stupefacenti in 19 città europee. Campioni di acque reflue sono stati prelevati simultaneamente per sette giorni consecutivi nel Marzo 2011, presso i depuratori di 19 città europee e analizzati per misurare i consumi di cocaina, amfetamina, metamfetamina, ecstasy e cannabis.
Risultati europei Dallo studio è risultato che il consumo di cocaina a Milano è superiore (5-10 volte) a quello misurato in Svezia, Norvegia, Finlandia, Croazia e Repubblica Ceca, ma inferiore (circa la metà) a quello in Olanda, Belgio (Anversa), Regno Unito e Spagna. I consumi di ecstasy e amfetamina a Milano sono risultati molto contenuti, ed inferiori a quelli misurati in Olanda, Belgio e Gran Bretagna (dove i livelli elevati sono stati messi in relazione alla presenza di laboratori illegali di produzione). A Milano, si è invece riscontrato un consumo relativamente elevato di metamfetamina; inferiore a quello misurato a Oslo, Helsinki,Turku (Finlandia) e Budweis (Repubblica Ceca), ma superiore a quello osservato in tutte le altre città analizzate. I consumi più elevati di cannabis sono stati riscontrati in Olanda, Francia e Spagna, seguite da Italia, Croazia e Repubblica Ceca. Cocaina ed ecstasy si confermano droghe “ricreazionali”, con consumi molto maggiori nel week end rispetto agli altri giorni della settimana.
Le reazioni «I dati sconvolgenti sul consumo di droga a Perugia, che decreteranno un’ulteriore mazzata al prestigio universitario, culturale e turistico della città – commenta Paolo Brutti,consigliere regionale Idv -, necessitano di una risposta straordinariamente forte e di una mobilitazione ben maggiore rispetto a quella attuale». «L’enorme mercato di stupefacentiche negli anni si è insediato a Perugia intacca ormai anche il consumo interno, con riflessi angoscianti per l’entità dei numeri. Quando abbiamo equiparato il problema della droga aPerugia con quello della mafia a Palermo – prosegue – intendevamo dire che anche qui occorre un profondo risveglio delle coscienze». Sandra Monacelli (consigliere regionale Udc)sollecita invece «iniziative non più procrastinabili», fra le quali la sua proposta di introdurre test antidroga nelle scuole, che dovrà essere esaminata dalla Commissione d’inchiestaregionale su tossicodipendenze, mortalità per overdose e fenomeni correlati. «Auspico – dice la Monacelli – che prima dell’inizio dell’anno scolastico questa proposta possa esserevalutata in maniera seria e obiettiva lasciando da parte, se possibile, falsi moralismi e sterili prese di posizione, agendo per il bene della comunità che mai come ora ha bisogno diprovvedimenti concreti e non di chiacchiere infruttuose».

