di Daniele Bovi
L’unica cosa su cui il Comune non ha alcun dubbio è che il parcheggio dell’ospedale Silvestrini (tra i più importanti nosocomi del Centro Italia) non può rimanere una bolgia come quella che è possibile vedere ogni mattina. Una riorganizzazione insomma s’impone, specialmente dopo l’apertura della facoltà di Medicina che ha contribuito a congestionare ulteriormente l’area. Comune, Università di Perugia e ospedale stanno lavorando ad alcune ipotesi e la notizia è che il nuovo volto del parcheggio dovrebbe prendere forma entro il marzo prossimo.
Le ipotesi Dopo le polemiche delle settimane scorse, quando saltò fuori l’ipotesi (dell’Università, non del Comune) di mettere l’intero parcheggio a pagamento, i soggetti coinvolti stanno studiando vari tipi di soluzione partendo da uno studio accurato dell’area. Una di queste è quella di dare vita ad un servizio gratis di navette che, con frequenza massima di dieci minuti, serva la zona dell’ospedale dalle 6.30 alle 14.30. Su un totale di circa 2500 posti poi circa 1000-1500 andranno a pagamento al costo di un euro al giorno, ma non è escluso che alla fine si possa arrivare a 70-80 centesimi. Allo studio poi ci sono una serie di esenzioni a favore, ad esempio, dei malati che si recheranno all’ex Silvestrini per fare una visita oppure di coloro che ospiteranno nella loro auto almeno altre due persone. Il tutto per favorire il cosiddetto car pooling, ovvero l’uso dell’automobile da parte di un gruppo di persone allo scopo di abbattere i costi di trasporto.
La decisione sarà condivisa L’ipotesi di mettere a pagamento alcune parti del parcheggio non piacerebbe ai sindacati, mentre l’azienda ospedaliera di Perugia, che si sarebbe riservata di presentare ulteriori soluzioni, non si è espressa con un sì o un no netto su nessuna delle possibilità allo studio. «Quello che vorrei sottolineare – dice a Umbria24.it l’assessore alla Mobilità Roberto Ciccone – è che la nostra non sarà una decisione imposta dall’alto. Il sottoscritto, prima di prendere una decisione, si recherà lì a incontrare dipendenti e utenti per capire se quella adottata è la scelta giusta. Entro l’anno voglio capire quali sono le due o tre soluzioni migliori, poi verrà il confronto con le persone. Entro marzo speriamo di concludere tutto».
