di Ivano Porfiri e Francesca Marruco
Elisa Benedetti, è deceduta per ipotermia. Lo rende noto la procura di Perugia in una nota ufficiale. «Con riferimento al decesso di Elisa Benedetti – si legge nella nota – la procura delle Repubblica, al fine di evitare la pubblicazione di notizie non rispondenti a dati reali, comunica che all’esito dei primi risultati dell’esame autoptico, risulta che la causa della morte non sia ricollegabile alla pregressa ed eventuale assunzione di sostanze stupefacenti ma più precisamente a insufficienza cardiorespiratoria derivante da ipotermia».
Venerdì i funerali Intanto è stato comunicato che i funerali della ragazza saranno celebrati domani, alle 14.30, nella Parrocchia di San Pio, a Città di Castello. Molto probabilmente la cerimonia funebre sarà officiata dal vescovo di Città di Castello, monsignor Domenico Cancian.
Primi spiragli Nel fitto mistero che avvolge le ultime ore di vita e la morte di Elisa Benedetti, inizia ad intravedersi qualche spiraglio che potrebbe spiegare l’assurda fine della giovane ragazza. Elisa non ha subito nessuna violenza sessuale, mentre il suo cuore potrebbe non aver retto al cocktail di droga, alcool, stanchezza e freddo. I militari stanno cercando chi le ha venduto la droga quella sera.
La droga nell’auto Nella Fiat Punto con cui Elisa si è impantanata, sarebbe stata trovata della droga in polvere e degli oggetti usati per tagliarla e tirarla. Un sacchettino trasparente poggiato sul sedile anteriore con principio attivo Mdma. Ecstasy dunque. Che mischiata al whisky che Ahmed Khelili ha detto di averle visto bere al bar del distributore Ip di Ponte Rio potrebbe aver creato un mix potentissimo. Saranno gli esami tossicologici a stabilire se la giovane avesse assunto droga ed, eventualmente, quale. Intanto l’autopsia eseguita mercoledì ha escluso solo che lo abbia fatto per via endovenosa.
La nuova versione di Vanessa Nell’interrogatorio di martedì, Vanessa avrebbe ammesso che sabato sera, insieme all’inseparabile amica, avrebbero comprato della droga in centro a Perugia. Non dal solito spacciatore, Matteo, forse un alias per un ragazzo nordafricano, ma da un altro ragazzo. Tale Marco, forse anch’egli magrebino. I carabinieri sarebbero sulle tracce di entrambi i ragazzi.
Nessuna violenza sessuale Nessuna sorpresa invece dall’autopsia effettuata mercoledì all’istituto di medicina legale del Santa Maria della Misericordia di Perugia e durata circa due ore e mezza. Secondo quanto trapelato sul cadavere di Elisa non ci sarebbero elementi in grado di far ipotizzare una morte dovuta a trauma né segni di violenza sessuale. Ciò non esclude rapporti sessuali, ma i medici non avrebbero riscontrato lacerazioni da cui desumere un possibile stupro, come denunciato dalla stessa giovane nella chiamata di soccorso al 112.
Niente buchi sulla pelle Il cadavere è stato inizialmente ripulito dal fango, i cui campioni sono stati repertati dai carabinieri del Nucleo operativo insieme ai vestiti per essere inviati ai Ris di Roma, che li analizzeranno. Da una prima osservazione è stata esclusa la presenza di fori sulla pelle riconducibili all’assunzione di droga per via endovenosa. Saranno tuttavia solo gli esiti degli esami istologici e tossicologici a dire se la ragazza abbia assunto sostanze stupefacenti.
Decesso per il freddo Sostanze che potrebbero essere tra gli elementi che hanno influito sullo stato psicofisico della giovane in un contesto sfavorevole come quello notturno in un luogo freddo e umido. La causa della morte, infatti, sarebbe stata individuata in un’insufficienza cardio-respiratoria dovuta alle basse temperature. Elisa, tra l’altro, dai graffi presenti potrebbe essere caduta più volte a terra, e probabilmente anche nel torrente che ha attraversato, prima di accasciarsi e perdere i sensi.
Quando è morta Elisa? Tra le informazioni trapelate dall’autopsia non è emersa l’ora del decesso. Da quanto si è appreso, anzi, sarebbe difficile stabilirlo con esattezza dato che non vi sarebbero stati cibi presenti nello stomaco di Elisa al momento della morte, elemento importante per la collocazione temporale del decesso. L’ora della morte è un elemento importante per capire quante ore la povera ragazza è rimasta in vita in condizioni così estreme, visto che tra l’ultimo sos lanciato ai carabinieri e il ritrovamento del cadavere sono trascorse circa 35 ore.
La fuga verso Casa del Diavolo, da Matteo? Restano ancora molti punti oscuri in questa vicenda. Come ad esempio quando dopo l’incidente, Elisa scappa con la macchina di Vanessa verso Casa del Diavolo, forse da Matteo, come ha detto un testimone trovato mercoledì dal Giornale dell’Umbria. Ma se Matteo quella sera non c’era, chi cercava Elisa? E lo ha trovato? Quando suona a casa di Raul Rosi dicendo di aver sbagliato casa e di dover proseguire in su chi cerca?
In attesa del nulla osta per i funerali «La famiglia resta in attesa del nulla osta per riavere il corpo di Elisa e poter effettuare il funerale. E’ questo, al momento, il desiderio più grande del padre». A dirlo è l’avvocato Barbara Campanelli, che insieme a Marta Minciotti rappresenta la famiglia di Elisa Benedetti. «Abbiamo ricevuto l’incarico lunedì – riferisce il legale – subito dopo che la famiglia ha appreso del ritrovamento del corpo di Elisa». Effettuata l’autopsia, nelle prossime ore è attesa la notifica alla famiglia del nulla osta della procura di Perugia per il trasferimento della salma dall’obitorio a Città di Castello, dove verrà tumulata. «La priorità è di dare sepoltura a Elisa – sostiene l’avvocato – poi ci concentreremo sul desiderio di sapere cosa sia realmente accaduto quella sera. Per questo restiamo in attesa delle indagini che sta effettuando la procura». Da quanto si apprende, con ogni probabilità i funerali verranno celebrati nella parrocchia di San Pio, forse dal vescovo di Città di Castello.

