Il corpo di Elisa Benedetti è stato ritrovato lunedì (Foto Troccoli)

di Ivano Porfiri e Francesca Marruco

Si è conclusa intorno alle 16.45 l’autopsia sul corpo di Elisa Benedetti, la giovane trovata morta lunedì a Casa del Diavolo, a Perugia. I medici si sono allontanati da uscite secondarie proprio per evitare di incontrare i numerosi giornalisti in attesa davanti all’istituto di medicina legale dell’ospedale di Perugia. Secondo quanto trapelato non vi sarebbe nessun segno esteriore che faccia ipotizzare una morte violenta. L’autopsia, iniziata intorno alle 13.45, è stata eseguita dal medico legale Anna Maria Verdelli, alla presenza anche di Luca Lalli, il medico incaricato come consulente dalla famiglia della ragazza. Da alcune indiscrezioni non sarebbero stati riscontrati fori sulla pelle che possano far pensare ad iniezioni ma saranno gli esami tossicologici a stabilire se Elisa abbia fatto uso o meno di stupefacenti. Tuttavia, sempre secondo quanto si apprende, l’ipotesi più accreditata è che la giovane sia deceduta per assideramento a cuasa delle basse temperature che la notte del decesso della ragazza si registravano nella zona.

I pusher Le indagini degli inquirenti intanto si concentrano intorno a qualcuno che possa aver ceduto droga ad Elisa. L’apertura del fascicolo per «morte causata da altro reato», qualora dall’esame tossicologico dovesse emergere che la ragazza quando è morta era sotto effetto di droga potrebbe portare guai seri all’eventuale spacciatore.

A cercare Matteo Nella ricostruzione delle ultime ore di Elisa un particolare importante viene rivelato dal Giornale dell’Umbria. Il quotidiano, citando un testimone senza rivelarne l’identità, afferma che la 25enne tifernate dopo aver fatto un incidente con l’amica Vanessa non sarebbe partita senza dire nulla, ma avrebbe detto che doveva andare a cercare «Matteo» a Ponte Pattoli.

Tappa al Red Zone Secondo quanto riporta il quotidiano, Elisa non sarebbe andata via a bordo della Fiat Punto senza dire nulla. Avrebbe, anzi, farfugliato qualcosa sulla necessità di andare a Ponte Pattoli e incontrare «Matteo». Quindi si sarebbe spostata al posto di guida e avrebbe messo in moto. Il racconto del testimone non si ferma qui. Vanessa, a quel punto, avrebbe chiesto di essere accompagnata a cercare Elisa alla discoteca Red Zone. Qui, Elisa non c’è ma un buttafuori dice a Vanessa e ai ragazzi che l’accompagnano che ha visto la ragazza con la Punto grigia, la quale avrebbe urtato un paletto della recinzione, prima di allontanarsi. Vanessa, a quel punto avrebbe chiesto ai ragazzi di accompagnarla a cercare Elisa prima a San Marco, poi a Ponte Felcino. Quindi, non trovandola, a Resina, dove i suoi genitori sarebbero andati a prenderla.

L’ultima telefonata «Mi hanno violentata. Ho paura, ho tanta paura, non riesco a camminare, la macchina si è fermata, aiutatemi». Sono queste le ultime parole di Elisa Benedetti, come riporta oggi La Nazione, in una telefonata delle 2.07 fatta al 112 nella notte tra sabato e domenica. Una telefonata che dura 27 minuti durante i quali, riporta il giornale, i carabinieri fanno il possibile per rintracciarla, anche attraverso la localizzazione della cella del ripetitore che aggancia il cellulare, ma che purtroppo copre una zona assai vasta.

Dove sei «Dove sei? Che strada hai fatto» chiedono i carabinieri. «Non lo so – risponde lei – non ricordo – L’ultimo ricordo che ho è che eravamo all’Ip di Ponte Rio, al bar. Poi siamo venute verso Ponte Pattoli e poi…non ricordo…non ricordo, non so dove sono». Poi i carabinieri chiedono con chi fosse la ragazza, il numero di cellulare dell’amica e le consigliano di non scendere dall’auto e di rimanere con i fari accesi che loro, i carabinieri, stanno arrivando. Elisa Benedetti, però, quelle sirene non le sente. Dice di essere su una strada asfaltata, quando in realtà si trova su una strada sterrata, poi scende dall’auto e prova a ripercorrere la strada all’indietro, perdendosi. «Sono in mezzo ai rovi, sono sporca, c’è tutto fango. Vedo una rete metallica alta, vedo il Tevere, provo ad arrampicarmi ma è ripido, scivolo». Il cellulare con il quale ha chiamato Elisa Benedetti, che non è stato ritrovato, si sta scaricando. I carabinieri provano a richiamare ma lei non risponderà più.

La strada nel bosco Elisa si è dileguata nel nulla. O, meglio, avrebbe imboccato la stradina sterrata che si inoltra verso i boschi di Civitella Benazzone. Qui avrebbe suonato il clacson intorno alle 00.20 davanti a casa di Raul R., un uomo di circa 50 anni, al quale avrebbe detto di «aver sbagliato casa». E quando Raul le avrebbe consigliato di tornare indietro, Elisa avrebbe detto: «Devo andare su», imboccando la strada verso il bosco. Il che fa intendere che la ragazza stesse cercando qualcuno, che non fosse lì per caso. Cercava Matteo? O qualcun altro? E’ poi riuscita a incontrarlo o si è imbattuta in altre persone? Il dato di fatto è che qui si perdono le tracce di Elisa fino all’una circa, all’ora cioè della prima delle chiamate al 112 e al 118 in cui denuncia la violenza sessuale e dice di essersi persa. Poi c’è solo il buio e il silenzio della morte.

Chi è Matteo? Secondo il racconto fatto da una conoscente di Elisa agli inquirenti, se sabato sera la giovane trovata morta ha acquistato droga potrebbe averlo fatto proprio da qualche spacciatore nella zona di Ponte Pattoli, dove c’e’ la discoteca Red Zone. E’ qui infatti, secondo la ragazza, che vive una delle due persone da cui Elisa comprava abitualmente droga. Anche Vanessa avrebbe ammesso che lei e l’amica quella sera avevano fatto uso di droghe pesanti. E da lei martedì gli investigatori hanno voluto chiarire soprattutto questo aspetto. Si tratta forse di Matteo? Che Elisa lo avesse già incontrato in quei luoghi? Non è escluso che gli inquirenti lo abbiano già individuato e sentito.

I telefoni Intanto gli investigatori sarebbero ancora a caccia dei due telefoni cellulari con cui Elisa sabato notte ha chiamato prima il 112 e poi il 118: la ragazza potrebbe averli persi mentre camminava nella boscaglia. A meno che qualcuno non li abbia presi, magari per evitare che una volta ritrovato il corpo di Elisa si potesse anche capire con chi avesse parlato prima di morire.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.