di Ivano Porfiri e Francesca Marruco
E’ stata trovata morta nei pressi di un laghetto formato dal torrente Ventia Elisa Benedetti, la ragazza di 25 anni scomparsa da sabato notte dopo una serata con un’amica e alcuni nordafricani conosciuti la sera stessa in un bar di un distributore nella zona di Ponte Rio. Il corpo è stato rinvenuto a circa un chilometro da dove, nella giornata di domenica, era stata ritrovata la Fiat Punto su cui viaggiava la giovane. Sul posto si è trattenuta fino alle 14.30 anche Annamaria Verdelli, medico legale della Procura di Perugia, condotta sul luogo del ritrovamento insieme ai carabinieri della scientifica con un elicottero dei vigili del fuoco per effettuare tutti i rilievi del caso.
Conclusa la prima ispezione cadaverica Il medico legale, una volta completata la prima ispezione cadaverica, non ha voluto fornire alcuna indicazione sulle cause della morte ai giornalisti, limitandosi a dire che sarà necessaria l’autopsia, ma di avere «grossolanamente» un’idea su come la giovane possa essere morta. Nel frattempo, secondo quanto riferito da alcune persone che hanno partecipato alle ricerche, il cadavere della giovane è stato trovato con del fango addosso, con indosso i vestiti, anche se il giubbotto è stato ritrovato dentro l’auto e un cappellino di lana poco lontano. Sembra che la giovane si fosse anche sfilata il maglione. Intorno alle 14.30 poi il corpo della ragazza è stato trasportato con un elicottero in un vicino campo sportivo e da lì presso l’obitorio dell’ospedale perugino Santa Maria della Misericordia. Le indagini sono condotte da Antonella Duchini, sostituto procuratore della Repubblica di Perugia.
I parenti: tragedia incredibile «Siamo disperati – hanno detto i parenti e gli amici arrivati di fronte alla Casa dei Popoli di Casa del Diavolo, trasformata in una sorta di campo base delle ricerche -, non sappiamo come sia potuto succedere». Lo zio Stefano, fratello del padre di Elisa, Osvaldo, insieme ad alcuni amici della ragazza ha partecipato questa mattina alle ricerche della giovane. Sono stati loro a trovare il cappellino viola di Elisa poco lontano dal punto dove sarebbe stata trovata successivamente la salma. «E’ una tragedia incredibile – ha affermato Stefano Benedetti – mio fratello ha perso due mesi fa la moglie e ora anche la figlia». Da quanto si apprende il papà di Elisa sarebbe venuto a conoscenza del ritrovamento del cadavere appena tornato a casa dopo essersi recato nella caserma di Città di Castello per formalizzare la denuncia di scomparsa di Elisa.
Gli amici: una ragazza eccezionale «Elisa – dicono gli amici – era una ragazza eccezionale, se non ci credete chiedetelo a chi lavorava con lei». La giovane lavorava da diversi anni in un call center a Città di Castello insieme all’amica con cui era uscita sabato sera. Le due erano amiche del cuore, tanto che su Facebook erano registrate come sorelle. Elisa, dalla morte della mamma avvenuta circa due mesi fa era tornata a vivere insieme al fidanzato nella casa del padre Osvaldo. La strada senza uscita nella frazione Santa Lucia, dove abita la famiglia, è presidiata da una pattuglia di carabinieri. I militari fanno passare soltanto amici e parenti della ragazza ritrovata morta stamani nei boschi vicino a Perugia e tengono a distanza giornalisti e troupe televisive.
Il telefonino dell’amica Sempre secondo le ultime informazioni la 25enne tifernate avrebbe effettuato le chiamate al 112 dei carabinieri intorno all’una di sabato notte non con il suo telefonino ma con quello dell’amica 27 enne proprietaria dell’auto con cui Elisa era giunta nel bosco. Da quanto si apprende, quindi, Elisa aveva due telefoni. Il primo rimasto scarico nell’auto e rinvenuto dalle forze dell’ordine, il secondo appartenente all’amica era quindi quello con cui Elisa chiedeva aiuto ai carabinieri spostandosi nel bosco. L’amica della ragazza, sarebbe stata ascoltata di nuovo questa mattina dai carabinieri che vogliono verificare fino in fondo la veridicità delle sue affermazioni.
Lunedì mattina di ricerche Le ricerche della giovane tifernate erano ricominciate lunedì mattina alle prime luci del giorno da parte di vigili del fuoco insieme a protezione civile, corpo forestale dello Stato e unità cinofile dei carabinieri nella zona tra Casa del Diavolo, Civitella Benazzone e Morleschio, nell’estrema periferia nord di Perugia. Alle ricerche si erano uniti anche sei o sette amici della ragazza. Poi, come detto, il ritrovamento avvenuto intorno a mezzogiorno lungo l’ansa del piccolo torrente. Nella serata di domenica i carabinieri della compagnia di Perugia avevano ascoltato alcune persone con cui la ragazza era entrata in contatto nelle ultime ore prima di far perdere le proprie tracce. A questo proposito si stanno cercando piste sulle eventuali chiamate fatte e ricevute dalla giovane prima di svanire nel nulla.
Svanita nel nulla Le ricostruzioni fatte dalle forze dell’ordine parlano di na serata «brava». L’auto sulla quale viaggiava Elisa Benedetti era stata trovata nella mattinata di domenica nei boschi di Civitella Benazzone, nei pressi del torrente Ventia. Le unità cinofile della protezione civile di Marsciano, insieme a quelle dei carabinieri di Bastia Umbra e dei vigili del fuoco, hanno poi battuto palmo a palmo la zona in cui è stata ritrovata la Fiat Punto per tutta la giornata di domenica. Ma della giovane non c’era alcuna traccia.
Il bar di Ponte Rio Secondo alcuni testimoni (alcuni si sono presentati spontaneamente nella «Casa dei popoli» di Casa del Diavolo, diventata un campo base per le ricerche), la giovane sabato sera, insieme a una sua amica di 27 anni, dopo aver iniziato la serata «alcolica» a Perugia, era arrivata nel bar del distributore Ip di Ponte Rio intorno alle 21.30. Il gestore del locale ha raccontato di averle viste mentre parlavano con dei ragazzi magrebini, alcuni noti frequentatori del bar, altri che lui non conosceva. Avrebbero comprato delle birre, si sarebbero scambiati i numeri di telefono, ma poi le auto si sarebbero allontanate in due diverse direzioni.
Stranieri in caserma I carabinieri nella serata di domenica hanno ascoltato a lungo due fratelli magrebini, forse tunisini. In serata sono stati anche portati nella caserma di via Ruggia, sede del comando provinciale dei carabinieri di Perugia, con altre due persone, da quanto si apprende per verbalizzare le loro dichiarazioni. I fratelli magrebini, che vivono a poche centinaia di metri dal bar del distributore pare abbiano sostanzialmente confermato la versione fornita dall’amica di Elisa Benedetti e dal barista, cioè che dopo aver bevuto insieme, le loro strade si sono separate. Verso Perugia la Golf degli stranieri, verso Ponte Felcino la Punto delle ragazze. Fatto confermato anche dai filmati delle telecamere a circuito chiuso del distributore. Il barista ha anche riferito la presenza di altri magrebini su un’altra auto, una Ford Focus grigia.
L’incidente Dalla ricostruzione della serata fatta attraverso il racconto dell’amica, dopo aver lasciato il bar le due ragazze avevano avuto un piccolo incidente. I carabinieri avevano ascoltato anche le persone che occupavano l’auto con cui si è scontrata la Fiat Punto, all’altezza dello svincolo della E45 a Ponte Felcino. Anche loro avrebbero confermato che, mentre parlavano con la 27enne, proprietaria dell’auto, l’altra ragazza è salita sulla Punto e si è allontanata da sola. Da quanto si apprende, a quel punto la 27enne si sarebbe fatta riaccompagnare a Città di Castello.
Sentita due volte L’amica della ragazza scomparsa è stata a sua volta sentita per due volte dagli inquirenti, fornendo versioni a quanto pare alquanto confuse. Pare evidente che le due ragazze prima di separarsi fossero in stato confusionale dopo una serata «brava», condita da alcol.
La donna ha sentito tre auto In questo punto della serata il giallo si infittisce. Una donna che vive vicino al punto in cui è stata ritrovata la Fiat Punto, in località Civitella Benazzone, ha riferito di aver visto una giovane in stato confusionale, che poco prima le aveva suonato al campanello, risalire su una Fiat Punto e partire seguita da altre due automobili. Poco dopo la stessa donna avrebbe sentito ripassare indietro solo due macchine. Non è chiaro quale legame possa esserci tra la testimonianza e la scomparsa di Elisa. Come non è chiaro se, dopo essersi separata dall’amica, la 25enne abbia sentito al telefono qualcun altro con cui, magari, possa essersi data appuntamento.
La chiamata al 112 Il dato di fatto è che intorno all’una Elisa chiama i carabinieri dicendo di essere stata violentata e di trovarsi impantanata con l’auto in un bosco. La giovane si sarebbe intrattenuta a lungo con l’operatore del 112, che ha cercato di localizzarla e di calmarla finché non si è esaurita la batteria del telefonino. Poi più nulla fino al ritrovamento, domenica mattina, dell’auto individuata dall’elicottero dei vigili del fuoco. Il telefonino della giovane è stato poi trovato all’interno della Punto ormai scarico.
Ricerche anche di notte Nella notte pattuglie di vigili del fuoco, carabinieri, protezione civile e forestale hanno continuato a girare nei boschi con i lampeggianti accesi nella speranza di rintracciare la ragazza. Dalle prime luci dell’alba le unità cinofile hanno ripreso a scandagliare i boschi e i diversi casolari diroccati della zona dove si sperava che la giovane si fosse riparata per la notte. Poi, intorno a mezzogiorno, il ritrovamento del corpo senza vita lungo l’ansa del Torrente Ventia.

