di Chiara Fabrizi
Umbria decima regione per numero di ecoreati contati negli ultimi dieci anni, ovvero dall’approvazione della legge 68 del 2015 che «ha introdotto i delitti contro l’ambiente nel Codice penale e riformato, in maniera significativa, il sistema sanzionatorio degli illeciti amministrativi e penali previsti nel Testo unico ambientale», come ricordano Legambiente e Libera in vista dell’appuntamento “ControEcomafie”, in programma il 16 e il 17 maggio a Roma, quando sarà presentato un report dettagliato per il decennale del provvedimento normativo.
In attesa del report dettagliato, però, si apprende che dall’approvazione della legge 68 del 2015 in Umbria sono stati scoperti 299 ecoreati, un numero maggiore di quello registrato nello stesso periodo in regioni molto più popolose, industrializzate ed estese, tra cui Toscana (290), Veneto (224) ed Emilia Romagna (180). Tuttavia, la classifica per numeri assoluti di ecoreati, che è guidata dalla Campania (1.440), Sardegna (726) e Puglia (540), restituisce solo parzialmente la dimensione del fenomeno, che richiede peraltro valutazioni specifiche anche in relazione alla gravità dell’illecito contestato, su cui può essere d’aiuto il numero d’arresti: sette in Umbria dal 2015; 12 in Toscana; nove in Veneto; e zero in Emilia Romagna.
In attesa del report dettagliato, comunque, appare più indicativo prendere in esame il rapporto tra illeciti ambientali scoperti e numero di controlli eseguiti: in Umbria negli ultimi dieci anni sono state eseguite 1.115 ispezioni, molte di più di quante ne siano state fatte in Toscana (603) e Veneto (789), mentre è analogo il livello delle verifiche compiute in Emilia Romagna (1.003). In questo quadro, si può, quindi, segnalare che in Umbria è stato scoperto un ecoreato ogni 3,7 controlli, mentre in Emilia Romagna uno ogni 5,6 controlli; in Toscana uno ogni 2,1 controlli e in Veneto uno ogni 3,5. Complessivamente, poi, in Umbria la stretta sui delitti contro l’ambiente arrivata con la norma ha anche permesso di operare sequestri su beni per oltre 61 milioni di euro e di denunciarne 712.
