di En.Ber.
«Ero impazzito. L’ho colpita con un pezzo di legno, sopra il letto le ho tagliato la gola e poi sono andato in bagno». Il racconto-choc di Danut Barbu, il 29enne romeno sotto processo per l’omicidio della fidanzata Ofelia Bontoiu (27), avvenuto nel marzo 2014 in un affittacamere di Gualdo Tadino, fa calare il gelo nella Sala Affreschi. Nel corso dell’udienza l’imputato ha ricostruito le drammatiche fasi del delitto avvenuto l’8 marzo, il giorno della festa delle donne.
Il taglierino Prima dell’omicidio Barbu – stando al racconto fornito – tentò di suicidarsi tagliandosi le vene con un taglierino. «Volevo morire – ha detto – ma ho ucciso anche lei perché non voleva venire via con me in Inghilterra».
Le pasticche In una precedente udienza l’imputato aveva chiesto «scusa alla famiglia di Ofelia. Non ero io, mi ero impasticcato e avevo bevuto. Mi dispiace tanto». Anche giovedì ha raccontato ai giudici delle pasticche che utilizzava: «Diazepan per dormire, altre volte Xanax e Valium». Ancora: «Amavo Ofelia più della mia stessa vita ma l’ho uccisa».
