Nicola Chiarappa

È morto a 77 anni Nicola Chiarappa, ricercatore per lungo tempo ai vertici dell’Irres, l’Istituto regionale di ricerche economiche e sociali che ora si chiama Aur. Chiarappa era nato a San Severo di Puglia e nel 1961 era emigrato in Germania, dove ha svolto un dottorato di ricerca in geografia nell’Università di Saarbrucken, ed è stato poi assistente all’Università del Saarland. Conseguita la laurea il primo presidente della Regione, Pietro Conti, lo ha chiamato all’Ufficio del Piano, quello che si doveva occupare dell’individuazione delle linee della programmazione economica sulla base degli studi e delle analisi raccolte nel Piano regionale di sviluppo 1972-75.

Ricerche e libri Dall’Ufficio del Piano è passato all’Irres, che ha diretto dal 1986 al 2002. Nei suoi studi e nelle sue ricerche si è occupato di molti temi, come quello dell’emigrazione (al quale ha dedicato il libro «Fenomeno migratorio e modelli d’integrazione») e delle povertà. Fra le sue opere da ricordare «Dialoghi con la memoria» (Giada, Perugia 2002), «Momenti» (Crace, Perugia 2005), «Migrazione, Emigrazione, Transmigrazione» (Crace, Perugia 2007), «Migrazioni ieri, oggi, domani» (Phromos, Città di Castello 2010).

Marini «Esprimo sincero e profondo cordoglio a nome mio personale e della Giunta regionale» dice in una nota la presidente della Regione Catiuscia Marini ricordando la figura di Chiarappa. «Sono particolarmente colpita dalla sua scomparsa. Chiarappa – ricorda la presidente – è stato un dirigente dell’amministrazione regionale con un elevatissimo senso dell’istituzione. Egli era anche un appassionato e rigoroso ricercatore, qualità che evidenziato nella sua lunga esperienza di direttore dell’allora Irres. Molto attento alle tematiche della marginalità e della povertà, ha dato un contributo fondamentale per la conoscenza e lo studio delle povertà nella nostra regione, come dei fenomeni migratori e delle politiche di integrazione. Fu inoltre attivo protagonista per l’istituzione dell’Osservatorio sulle povertà in Umbria. Ho conosciuto personalmente Nicola Chiarappa negli anni in cui come ricercatrice ho lavorato presso l’Irres da lui diretto. Lo ricordo, dunque, con particolare affetto, non solo per la sua competenza e professionalità, ma anche – conclude Marini – per le sue doti umane».

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