di En.Ber.
Sequestro di persona, lesioni personali e stalking. Con queste accuse la Procura della Repubblica di Perugia ha chiesto il rinvio a giudizio di un albanese di 44 anni ritenuto responsabile di aver «privato della libertà personale» l’ex fidanzata alla quale sarebbe stato impedito, per un’intera notte, nel 2016, di uscire da un appartamento. In quella circostanza la donna è stata «rincorsa e picchiata perché lei voleva che lo stesso lasciasse la casa». Solo quando lo straniero si è addormentato la poveretta ha potuto approfittarne per fuggire.
Duemila telefonate in cinque mesi Dalle indagini è emerso che la donna è stata «ripetutamente colpita con pugni, calci al volto e schiaffi», lesioni gravi giudicate guaribili in 40 giorni. L’accusa di stalking, invece, sarebbe successiva a quell’episodio ossia quando la donna ha ricevuto «circa duemila telefonate da novembre 2016 ad aprile 2017». Ciò – si legge nelle carte della Procura – ha provocato nella donna un «perdurante stato di ansia e di paura», anche perché più volte l’indagato albanese le avrebbe sussurrato frasi come ‘Ti faccio a pezzi, ti ammazzo’.
