di Fabio Toni
Duecentomila euro per truccare Cesena-Gubbio, partita di Coppa Italia giocata il 30 novembre scorso e poi finita 3-0 per i romagnoli. Tanto si sarebbe visto offrire l’eugubino Simone Farina, che ha poi denunciato il tutto rivolgendosi alle autorità sportive e poi a quelle penali, da Alessandro Zamperini, 29enne giocatore che ha militato in B e in Lega Pro (Ternana inclusa tra il 2006 e il 2007). Zamperini oggi è stato arrestato nell’ambito della seconda tranche dell’operazione della procura di Cremona su un presunto giro legato al calcioscommesse. Diciassette le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip Guido Salvini.
Ordinanze «urgenti» Ordinanze che si sono rese necessarie «anche perché la manipolazione delle partite era ancora in atto» come dimostra proprio il presunto caso di Cesena-Gubbio alla quale il procuratore Roberto Di Martino ha fatto riferimento lunedì mattina nel corso della conferenza stampa che si è tenuta a Cremona. Zamperini sarebbe uno degli organizzatori di un presunto giro di scommesse internazionali che avrebbe tentato anche di manipolare il citato match di Coppa Italia. Di fronte ai 200 mila euro però il giocatore eugubino, come detto, ha opposto un netto rifiuto.
Nel mirino il portiere e i due centrali I soldi, secondo la ricostruzione della procura, erano stati offerti per essere spartiti tra quattro giocatori. Con i duecentomila euro infatti Farina avrebbe dovuto tentare di corrompere, secondo quanto scritto dal gip nell’ordinanza, il portiere e i due difensori centrali. A Farina, scrive ancora il Gip, Zamperini «offriva in cambio, oltre al denaro, di intervenire per conto dell’organizzazione, favorendo il Gubbio in partite successive di fine campionato».
Gubbio in silenzio stampa Tutto il Gubbio intanto, annuncia la società, è in silenzio stampa: «Noi dobbiamo pensare solo al campo ed a giocare» ha spiegato il direttore sportivo, Stefano Giammarioli. «Per mantenere la serenità di tutto l’ambiente, in particolare della squadra nonché della vita privata dei giocatori – ha aggiunto -, abbiamo scelto la linea del silenzio stampa». «Abbiamo dimostrato anche in questo caso – ha detto ancora Giammarioli – la serietà e lo stile della nostra società, facendo tutto quello che era nelle nostre facoltà per far emergere qualsiasi verità in proposito». «Queste sono cose molto serie – ha sottolineato ancora il ds – che vanno ben oltre quello che può essere il commento di una partita o l’acquisto di un giocatore, per cui lasciamo che la giustizia ordinaria faccia il proprio corso».
Non c’è traccia della Ternana Fra le partite finite nel mirino degli inquirenti per lo scandalo «calcioscommesse» – è bene sgomberare il campo da possibili sospetti – della Ternana non c’è traccia. Ciò che salta all’occhio è comunque la presenza, sia nella prima che nella seconda tranche dell’inchiesta denominata «last bet», di alcuni ex-rossoverdi, transitati per Terni in tempi recenti e in periodi bui dal punto di vista sportivo e societario.
Ex rossoverdi Luigi Sartor e Alessandro Zamperini, due dei calciatori arrestati per le presunte combine, hanno lasciato una traccia a Terni. Entrambi difensori, il primo indossò per lungo tempo la fascia di capitano e contribuì concretamente alla salvezza sofferta, ottenuta al termine del campionato di prima divisione 2008/2009. Conosciuto per il suo carisma dentro e fuori il campo (dovuto anche alla lunga esperienza in serie A e B), Sartor col tempo perse gradualmente i favori della piazza, accusato – al pari di altri – di non aver detto né fatto nulla contro le cervellotiche decisioni di una società lontana anni luce dalla gente. Alessandro Zamperini è ricordato soprattutto per aver regalato ai rossoverdi la vittoria nel derby «a porte chiuse» del 29 aprile 2007, contro il Perugia. Una sua lunga discesa palla al piede, conclusa con un tiro beffardo, regalò ai tifosi una delle rare soddisfazioni di quel periodo. Zamperini, dopo una lunga querelle riguardante il rinnovo contrattuale, al termine della stagione non fu riconfermato.
L’inchiesta Secondo i magistrati di Cremona, come detto, Alessandro Zamperini si sarebbe attivato personalmente per falsare il risultati della gara di coppa Italia fra Cesena e Gubbio del 30 novembre scorso. Per il procuratore della Repubblica Roberto Di Martino, Zamperini avrebbe offerto 200 mila ad un giocatore del Gubbio, da dividere con altri compagni di squadra, per manipolare l’esito della gara. Luigi Sartor, già indagato in precedenza, sarebbe invece il referente e primo mediatore italiano dell’organizzazione ramificata in vari paesi e guidata da Tan Seet Eng, cittadino di Singapore. Sartor sarebbe a capo del cosiddetto «gruppo dei bolognesi».
Gli altri ex Sartor e Zamperini non sono gli unici ex-rossoverdi finiti nell’inchiesta «Last bet». La prima tranche di giugno aveva già travolto Giuseppe Signori e Marco Paoloni. Il primo, indimenticato bomber di Foggia, Lazio e nazionale, era transitato a Terni fra l’agosto del 2008 e il mese di gennaio dell’anno seguente: cinque mesi appena, con l’incarico di consulente tecnico per la società di via Aleardi. Il suo fu un addio polemico, legato alle ridotte possibilità di azione rispetto alle strategie sportive societarie. Marco Paoloni esordì in B con la Ternana al termine della stagione 2005/2006, conclusa con la retrocessione dei rossoverdi. Nelle ultime giornate, il tecnico Mimmo Caso schierò fra i pali proprio Paoloni al posto di Tommaso Berni. Una decisione che lasciò perplessa la piazza e che ancora oggi è oggetto di discussione.


Comments are closed.