di En.Ber.
E’ una brutta storia di droga quella di cui si è parlato stamani in tribunale a Perugia. E’ il dramma di una ragazzina, neppure diciottenne, con problemi di tossicodipendenza, che ha accusato il suo ex fidanzato – un pusher tunisino di 24 anni – di averle fatto assaggiare, a mo’ di test, crack e cocaina. Lo ha accusato di violenza sessuale, di minacce di morte e di umiliazioni. Come quella di farsi spegnere le sigarette sul braccio o di obbligarla a trattenere le dosi in bocca per eludere i controlli della polizia. Se necessario – dicono le carte – avrebbe dovuto ingoiare la sostanza.
Gli investigatori Nell’udienza di stamani dinanzi ai giudici del secondo collegio (presidente Nicla Flavia Restivo) sono stati sentiti due agenti della squadra mobile che hanno condotto le indagini contro l’imputato. L’uomo, difeso dall’avvocato Barbara Romoli, è stato arrestato nel marzo 2013 con un’ordinanza di custodia cautelare ma ora è tornato in libertà.
Le umiliazioni Durante le indagini sono emerse le tragiche esperienze della giovane che – secondo l’accusa – sarebbe stata perfino costretta ad indossare gli abiti che voleva il nordafricano, il quale non vedeva di buon occhio alcune frequentazioni della giovane né sue esternazioni. «Devi parlare solo quando vieni interpellata», sarebbe stata una delle frasi pronunciate dallo straniero.
Violenza e rapina Secondo la ricostruzione della procura il maghrebino – tra la fine del 2011 e il 2012 – ha anche violentato la ragazzina. Viene contestato anche il reato di rapina: avrebbe strappato di mano 25 euro all’ex fidanzata quando ha iniziato a sospettare della sua richiesta d’aiuto alla polizia.
