di C.F.
Twitter @chilodice
«Il parcheggio della Posterna è illegittimo». È una vera e propria doccia gelata quella somministrata dal Tar dell’Umbria al Comune di Spoleto citato in giudizio dalla Findem srl, società proprietaria dell’area su cui è stata realizzata la struttura da circa 400 stalli di sosta a servizio del primo stralcio della mobilità alternativa, asse portante del sistema quasi ultimato.
Comprare o lasciare La pronuncia è di quelle pesanti perché intima all’Ente di procedere entro 90 giorni all’adozione dei provvedimenti del caso che, in estrema sintesi, prevedono la rinuncia all’opera e quindi la riconsegna dell’area o, in alternativa, l’acquisizione del terreno attraverso un accordo bonario con la Findem e connesso ristoro economico per l’occupazione illegittima determinata dal collegio giudicante (Lamberti presidente, Fantini e Amovilli consiglieri).
Esproprio mai perfezionato Secondo il Tar dell’Umbria, infatti, l’area su cui è stato costruito il parcheggio è ancora di proprietà della Findem srl in virtù del mancato perfezionamento dell’accordo siglato tra le parti nel 2000 che prevedeva, alla luce del piano particolareggiato approvato nel 1998 dal consiglio comunale, diritti edificatori in favore del privato per 15 mila metri cubi a uso residenziale, i famosi palazzi della Posterna noti anche come ‘ecomostro’, in cambio della concessione gratuita al municipio dei circa 2.200 metri cubi su cui poi è stato realizzato il parcheggio.
Findem chiede 1.2 mln La scrittura privata è, quindi, stata invalidata, aprendo scenari nefasti sulla messa a sistema della mobilità alternativa. Già, perché secondo alcune indiscrezioni circolate lunedì pomeriggio in consiglio comunale, convocato per votare il bilancio consuntivo, la Findem avrebbe richiesto un ristoro economico di circa 1.2 milioni di euro. Somma che, inutile dirlo, il Comune non saprebbe dove reperire, alle prese com’è con il piano di rientro dal disavanzo.
Vince anche Madonna delle Grazie Sempre lunedì, poi, il Tar dell’Umbria ha anche accolto il ricorso della società Madonna delle Grazie, controllata dalla Findem, che nel luglio scorso aveva chiesto il cambio di destinazione d’uso da residenziale a commerciali di alcuni locali dei palazzi della Posterna. Il Comune aveva risposto negativamente, a differenza dei giudici che non solo hanno dato ragione al privato, ma anche ordinato all’Ente di rilasciare i permessi del caso.
