La discarica di Sant'Orsola

di C.F.
Twitter @chilodice

Riapertura della discarica di Sant’Orsola, grane in vista. Non è mai stata scritta la parola fine sulla battaglia legale promossa e vinta da Maria Costici, proprietaria di un appezzamento di 15 ettari su cui insiste parte dell’impianto di conferimento, contro la Regione che secondo il Tar dell’Umbria e il Consiglio di Stato ha compiuto un esproprio illecito e, quindi, un’occupazione dell’area illegittima.

Mai risarcita Alla cittadina i giudici amministrativi hanno riconosciuto il diritto al ristoro economico, fornendo alle parti alcuni parametri per la quantificazione. Nonostante i tentativi, però, l’accordo non è mai stato siglato. Tant’è che la cittadina, parte lesa nella vicenda, ha annunciato di aver richiesto il giudizio d’ottemperanza sulle due sentenze, calcando la mano su un presunto danno erariale che la mancata risoluzione della vicenda, tra interessi moratori e rivalutazione monetaria, potrebbe causare.

Esposto alla Corte dei Conti e al Governo In questo senso Costici ha affermato di essere pronta a depositare un esposto alla procura della Corte dei Conti, al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e al ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia per segnalare il «comportamento lesivo dell’Ente».

«Senza il mio assenso la discarica non riapre» Non solo. «Vorrei mettere in chiaro – scrive in una nota – che la discarica non potrà riaprire come affermano esponenti della Regione, perché non esiste il mio assenso in qualità di comproprietaria, né delle altri parti lese», si tratterebbe di altri parenti proprietari di appezzamenti adiacenti.

Zaffini Non è chiaro quale sia la richiesta di ristoro economico avanzata dalla Costici, ma il consigliere regionale Franco Zaffini (Fd’I) intervenuto sulla vicenda ha parlato di danni «quantificabili in milioni di euro».

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