di C.F.
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Respinto perché infondato. Così il Tar dell’Umbria si è pronunciato sul ricorso presentato dal Nuovo comitato per Belladanza che, nella primavera 2012, aveva impugnato la delibera di approvazione del Piano d’ambito per la gestione integrata dei rifiuti (Ati1) e, poi, anche l’atto della giunta regionale sulla relativa verifica di coerenza.
«Piano d’ambito legittimo» Si conclude così il primo atto della battaglia legale avviata degli ambientalisti tifernati, presieduti da Silvia Bianci e rappresentati in aula dai legali Franco Libori e Claudio Serangeli. Già, perché tanto per cominciare i giudici amministrativi (presidente Cesare Lamberti, consigliere Stefano Fantini e Paolo Amovilli) non hanno accolto la censura d’illegittimità sollevata sul Piano approvato dall’Ati1, questo il punto, a ridosso della sua soppressione. «Gli ambiti sono stati soppressi nel maggio 2013 e comunque una legge regionale ne ha previsto la prosecuzione funzionale fino all’effettivo insediamento degli organi Auri (Autorità umbra per rifiuti e idrico, ndr)».
Argomentazioni scarne Inattendibile poi la contestazione mossa dal comitato «sull’inadeguatezza degli interventi previsti dal Piano d’ambito rispetto ai dati contenuti in quello regionale, approvato tre anni prima». Qui magari qualche margine ci sarebbe anche potuto essere, ma i ricorrenti non hanno articolato le variazioni intervenute nel periodo, limitandosi a riferire genericamente «della crisi del 2008 come elemento di distorsione dei flussi dei rifiuti». Inutile dire che l’argomentazione è stata giudicata dal Tar inattendibile.
Ampliamento discarica ok Inammissibili, invece, le motivazioni opposte all’ampliamento della discarica di Belladanza in quanto «sottordinato al piano regionale che, prevedendo un termovalorizzatore, ha optato per il conferimento in discariche preesistenti definite strategiche». Senza contare che «aspetti geologici, idrogeologici e paesaggistici sono contenuti nel parere Vas (valutazione ambientale strategica, ndr)».
Bacchetta esulta La pronuncia del Tar, è ovvio, è stata accolta con soddisfazione dal sindaco Città di Castello e presidente dell’Ati 1, Luciano Bacchetta che in una nota commenta: «Finisce in modo inglorioso il tentativo di agitare fantasmi e sospetti attorno alla discarica di Belladanza, questa non è una vittoria dell’amministrazione comunale o dell’ ambito, ma piuttosto il semplice riconoscimento di un percorso corretto su cui si sono volute gettare bugie e falsità, che il tempo si è fatto carico di smentire totalmente».
