di Chiara Fabrizi
Dipinto rubato in una chiesa di Amatrice (Rieti) 35 anni fa sequestrato a un antiquario di Spoleto, che lo aveva messo in vendita. C’è anche il recupero di un ritratto del cardinale San Carlo Borromeo, realizzato con olio su tela e databile tra il XVII e il XVIII secolo, al centro delle attività compiute nel 2024 su cui hanno tirato le fila giovedì 15 maggio i carabinieri del Nucleo tutela beni culturali di Perugia.
In base a quanto è stato possibile ricostruire, i militari dell’Arma hanno notato l’opera, che misura 83×65 cm di cui non si conosce l’autore, durante un ordinario monitoraggio dei siti di vendita online e controllando in Banca dati c’è stato subito il sospetto che potesse trattarsi dello stesso dipinto rubato ad Amatrice 35 anni fa. Da qui il controllo de visu dell’opera, avvenuto nell’agosto 2024, che ha confermato l’ipotesi iniziale e ha fatto scattare il sequestro del dipinto, che è già stato restituito alla diocesi di Rieti.
Ne è scaturita un’indagine per ricettazione, ma in base a quanto risulta l’antiquario che possedeva l’opera non è stato iscritto nel registro degli indagati, perché per una serie di circostanze non avrebbe potuto stabilire che l’opera era stata trafugata. In questo senso, sono tuttora in corso indagini per tentare di ricostruire i numerosi passaggi che gli inquirenti ritengono siano avvenuti dal momento del furto avvenuto nel 1990 al sequestro avvenuto alla fine della scorsa estate, ma di cui si è avuta notizia soltanto nelle ultime ore.
Tra le operazioni segnalate, poi, ce n’è anche una che risale al periodo del maggio e il luglio 2024 che ha permesso di recuperare sempre da due antiquari, stavolta di Firenze, due documenti archivistici asportati ad archivi diocesani umbri. In questo caso uno dei due antiquari è stato denunciato per ricettazione.
Più in generale, poi, sono 12 i furti di patrimonio culturale nel 2024, tanti quanti se ne sono contati nel 2023, ma il più delle volte si tratta di denunce postume per furti cioè che sono avvenuti diverso tempo prima o addirittura scoperti al momento del ritrovamento del bene, come accade spesso con pezzi archivistici e librari. Nel caso specifico sette furti sono avvenuti in abitazioni, che generalmente sono seconde case, o in loro pertinente, mentre altri due furti sono stati compiuto in luoghi di culto, dalle chiese ai santuari, e altri tre ai danni di archivi e biblioteche pubbliche o ecclesiastiche.
Complessivamente nel 2024 sono state denunciate 56 persone, recuperati quattro beni antiquariali, archivistici e librari; 94 reperti archeologici di cui 65 integri e dieci di numismatica archeologica; un bene paleonteologico; tre opere d’arte contemporanea contraffatte, che sono state sequestrate. Complessivamente il valore di questi beni è stimato intorno ai 70 mila euro.
