Si era invaghito di lei e poco gli importava se non era ricambiato. Ogni giorni andava nel bar dove l’oggetto delle sue attenzioni lavorava e «cercava ripetutamente di avvicinarla in special modo inei momenti in cui lei restava sola senza altri avventori, cercava di prenderle le mani, la fissava continuativamente e spesso la attendeva alla fine dell’orario di lavoro pedinandola».
Aggredita Non solo, «in alcune occasioni l’ha aggredita fisicamente, strattonandola e colpendola alla testa con uno schiaffo», provocando nella giovane barista un «permanente stato di ansia tale da modificare le sue abitudini di vita, decidendo di non uscire più sola alla fine del turno di lavoro, ma solo scortata da amici e colleghi». E proprio uno degli amici venne «strattonato e colpito al collo» dal nordafricano che cercava in ogni modo di avere contatti con la giovane barista. Il 36enne rischia ora di essere rinviato a giudizio.
