di Fra. Mar.
Azoto per oltre tre volte il consentito. Secondo il perito Refrigeri, che ha effettuato un’analisi sui dati forniti da Codep e relativi a quantitativi usati per la fertirrigazione. Il particolare è emerso nell’udienza fiume di giovedì in tribunale a Perugia. Il pubblico ministero Manuela Comodi, che nel luglio del 2009 ottenne l’emissione di 11 misure di custodia cautelare, a conclusione di 3 anni di indagini da parte dei carabinieri del Nucleo operativo ecologico.
L’accusa «Il sodalizio – scriveva il pm– operava mediante l’irregolare e non autorizzata gestione dell’impianto al fine di consentire ai consociati di disfarsi agevolmente degli enormi quantitativi di rifiuti prodotti dalle proprie aziende zootecniche, lucrando sia sui notevoli risparmi derivanti dallo smaltimento illecito, anche attraverso conferimenti di terreni da parte di proprietari (…) sia sui proventi e le utilità derivanti dalle illecite attività connesse all’esercizio dell’impianto in violazione di legge».
Perito E adesso, a spiegare nello specifico quanto, secondo l’accusa, avrebbero inquinato, ci pensa il perito dell’accusa, che avrebbe fatto questo calcolo tenendo conto del quantitativo che veniva immesso nel depuratore e dei terreni in cui veniva fatta la fertirrigazione, togliendo dal conto quello che veniva spostato con i camion. Nello specifico, secondo il perito, «facendo un calcolo prudenziale», a fronte di una norma che prevede una media di non più di 240 kg per ogni ettaro, il perito parla di 700 chili. Il problema è che fino ad una certa quantità l’azoto lo assorbe la pianta, poi dopo rimane sul terreno e va nelle falde acquifere ed è dannoso per la salute umana. Tanto è vero che la procura contesta, tra l’altro, il disastro ambientale e l’avvelenamento delle falde acquifere.
Calendario Le difese, (a processo davanti alla Corte d’Assise ci sono i tre tecnici dell’Arpa Susanna D’Amico, Antonio Bagnetti e Claudio Menganna, difesi dagli avvocati Francesco Falcinelli, Franco Libori e Maria Mezzasoma, il presidente di Codep Graziano Siena, i vicepresidenti Giovanni Mattoni e Rinaldo Polidori, i consiglieri Sergio Longetti e Nicola Taglioni, Gianni Berretta, Stefano Zanotti, Massimo Mencarelli, Nicoletta Giammarioli, Renato Mattoni, Giuseppe Mencarelli, Giuseppe Meschini, Giampaolo Proietti, Paolo Schippa e Renato Taglioni) sostengono che lui ha ricavato un dato deduttivo, ma che i rifiuti spostati coi camion potrebbero essere molti di più, i cui documenti non sono stati trovati. Ma nell’udienza fiume, arriva anche un altro perito, Iacucci, a dire che nel 2007, era stato superato il limite di liquami. Troppi sversati nei terreni. Si torna in aula il 2 marzo. Il calendario è fittissimo: ci sono otto udienze solo nel mese di marzo.
