Amanda Knox difende il suo spettacolo teatrale «Cartwheel», in programma da venerdì all’Edinburgh Fringe Festival in Scozia, respingendo le accuse di banalizzare la violenza contro le donne e sostenendo che l’opera «onora la memoria di Meredith Kercher e denuncia la violenza subita da lei e da me». Le polemiche sono nate dopo le critiche della sorella di Meredith e una petizione online che ha già raccolto oltre 4.400 firme per chiedere la cancellazione dello spettacolo.
Lo spettacolo «Cartwheel» prende il nome dalla vicenda delle presunte capriole che Amanda Knox avrebbe fatto in questura dopo l’omicidio di Meredith Kercher, episodio sempre contestato dall’americana. Lo spettacolo sarà rappresentato per undici serate consecutive nell’ambito dell’Edinburgh Fringe Festival ed è presentato come il racconto di una donna prossima ai 40 anni che affronta la maternità e riflette sulla propria ingiusta detenzione e sulle conseguenze mediatiche del caso.
La replica In un messaggio pubblicato su Instagram, Amanda Knox ha scritto che lo spettacolo «onora la memoria di Meredith Kercher e denuncia la violenza subita da lei e da me». Ha inoltre definito infondate le richieste di cancellazione, sostenendo che «una petizione per cancellare uno spettacolo che nessuno ha visto, basata su false accuse volte a umiliare e diffamare una donna vittima di un torto per ridurla al silenzio, non rappresenta un argomento valido contro Cartwheel». Knox ha aggiunto che l’Edinburgh Fringe «è il luogo perfetto per uno spettacolo come questo».
Le critiche La presa di posizione di Knox arriva dopo un’intervista rilasciata alla BBC da Stephanie Kercher, sorella di Meredith. Pur riconoscendo che Knox è «libera di vivere la propria vita come desidera», Stephanie Kercher ha affermato che il problema è la natura stessa dello spettacolo, definendolo una commedia che «normalizza e banalizza la violenza contro le donne». Ha aggiunto che, indipendentemente dal giudizio sulla colpevolezza o innocenza di Knox, ritiene che «non si debba dare spazio a questo tipo di cose».
Il caso di Perugia Meredith Kercher, studentessa britannica di 21 anni, fu uccisa il 2 novembre 2007 nell’appartamento che condivideva con altre studentesse a Perugia. Amanda Knox e l’allora fidanzato Raffaele Sollecito furono inizialmente condannati e successivamente assolti in via definitiva dalla Corte di Cassazione nel 2015. Knox aveva trascorso quasi quattro anni in carcere tra arresto, processo e assoluzione. Per l’omicidio è stato condannato in via definitiva Rudy Guede, il cui Dna fu rinvenuto sulla scena del delitto. Dopo aver scontato gran parte della pena di 16 anni, è stato scarcerato nel 2021.
Dopo il processo Tornata negli Stati Uniti nel 2011, Amanda Knox è diventata un’attivista per i diritti delle persone ingiustamente condannate. Con il marito conduce un podcast e nel 2025 ha pubblicato l’autobiografia «Free: My Search for Meaning». La vicenda giudiziaria continua tuttavia a suscitare attenzione e divisioni, come dimostrano le polemiche che accompagnano il debutto del suo nuovo spettacolo.
