di Francesca Marruco

Due condanne all’ ergastolo per Ndrek Laska e Artan Gioka, sei anni di reclusione per la prostituta basista Mariana Perdoda e il rinvio a giudizio per Alfons Gjergji. Sono queste le richieste che il pubblico ministero Claudio Cicchella ha fatto per i presunti  responsabili dell’omicidio di Sergio Scoscia e Maria Raffaelli, al termine di quasi cinque ore di requisitoria. Sergio e la madre Maria, vennero uccisi nel  loro casolare da dei rapinatori senza scrupoli che volevano rubare l’oro che avevano in casa.

In aula Le richieste del pubblico ministero, diversificate per tutti e quattro, sono arrivate dopo che le difese di Laska, Gioka e Perdoda hanno chiesto il rito abbreviato- che gli varrà uno sconto di un terzo della pena -. Gjergji invece andrà a processo con rito ordinario e non beneficerà di alcuno sconto. Per il suo legale Luca Maori, Gjergji, che non ha mai parlato a differenza degli altri due albanesi, sarebbe una sorta di «vittima sacrificale decisa dagli altri due imputati». Di Gjergji, a differenza degli altri, non ci sono tracce genetiche all’interno del casolare della mattanza.  

Martellate come proiettili Nella lunga requisitoria, il pubblico ministero Claudio Cicchella ha ricostruito tutte le fasi del duplice omicidio di Cenerente. Anche quelle più cruente. Per evidenziare la ferocia con cui i tre rapinatori in cerca d’oro, uccisero madre e figlio. In particolare l’ex orafo, torturato con un martello che gli provocò lesioni profonde come quelle di un proiettile.

Famigliari in aula In aula venerdì c’erano anche i famigliari di Sergio e Maria: c’erano Valerio Mion, il nipote e la madre Marcella. Furono loro a trovare i loro cari senza vita la mattina del  sei aprile. Adesso sono scossi ed emozionati, ma sperano di essere in parte ripagati da una sentenza giusta. Che arriverà tra poco più di una settimana.

Sentenza a breve L’appuntamento è infatti per il 22 giugno prossimo. Parleranno gli avvocati di parte civile, Alessandro Vesi per la famiglia delle vittime e Luciano Ghirga per il Comune di Perugia, e poi le difese, con gli avvocati Claudio Caparvi, Daniela Paccoi, Rosa Conti e Luca Maori. La decisione del giudice è attesa per il 22, anche perché il 24 giugno scadono i termini della custodia cautelare in carcere di Gjergji.