I tre del commando: Aurel Rosu, Iulian Ghiorghita e Dorel Gheorghita (Foto Troccoli)

di Francesca Marruco

Un mese fa Luca Rosi stava passando la sua ultima giornata in vita. Non sapeva che la sera avrebbe incontrato tre bestie che lo avrebbero strappato al bene dei suoi cari. A un mese di distanza dalla terribile sera vissuta dalla famiglia Rosi nella loro villetta a Ramazzano, tre persone sono dietro le sbarre per quel tremendo delitto. Tre persone che ora chiedono di uscire di galera. Tre persone che questa settimana dovranno rispondere alle domande dei pubblici minsiteri.

Gli interrogatori I rumeni arrestati con l’accusa di aver ucciso il bancario 38enne Luca Rosi verranno interrogati giovedì 5 aprile.  Sono i pubblici ministeri che lavorano all’inchiesta, i sostituti Antonella Duchini, Mario Formisano e Giuseppe Petrazzini, che vogliono farlo.  Per un interrogatorio investigativo. Per trovare contraddizioni o eventuali ammissioni. Perché gli inquirenti, i tre sostituti coordinano Reparto operativo e Ros del comando provinciale dei carabinieri di Perugia, non hanno smesso di indagare. Anche per verificare se altri colpi possono essere ricondotti a loro.

Il riesame Hanno molto dalla loro, e l’impresa dei difensori degli arrestati che hanno fatto ricorso al Riesame si presenta quanto mai ardua. L’udienza per Iulian Ghiorghita, quello che per gli inquirenti ha premuto il grilletto contro Luca Rosi e ha violentato la suocera di Sergio Papa, e per Aurel Rosu, il più giovane dei due, quello che al parco dopo l’omicidio di Luca lo rimproverò di averlo «ammazzato per niente», si terrà martedì 10 aprile al tribunale di Perugia. Mentre è fissato per il sei aprile quello di Catalin Simionescu, il basista della rapina con stupro, il primo a finire dietro le sbarre.

L’incredibile alibi di Gheorghita Anche Dorel Gheorghita, l’ultimo arrestato in Romania ed estradato in Italia giovedì scorso chiederà di tornare libero. Intanto sabato scorso durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Luca Semeraro ha sostenuto una storia inverosimile. Non potendo negare di essere venuto a Perugia nei giorni del delitto Rosi( lo testimoniano le celle telefoniche che hanno agganciato il suo cellulare), ha detto di essere andato prima a Vercelli poi a Perugia per comprare dei vestitini per il battesimo del suo bambino di due mesi perché sono più convenienti che in Romania. Ma a testimoniare la sua strana presenza è la donna di Iulian Ghiorghita. E’ Bianca Bengescu infatti a dire di aver trovato anche lui, vestito e senza scarpe a dormire sul divano di casa sua, la mattina dopo l’omicidio.

Incidente probatorio per dichiarazioni Bianca E le dichiarazioni di Bianca, importantissime, potrebbero essere congelate in attesa del processo con la formula dell’incidente probatorio. Gli inquirenti sarebbero orientati per questa richiesta al giudice anche in considerazione della scelta difficile e non priva di conseguenze che la donna ha fatto diventando accusatrice del suo uomo e di altri due connazionali. Bianca è infatti diventata testimone protetta e in attesa di una nuova vita lontano da questa brutta storia potrebbe lasciare le sue dichiarazioni e poi uscire di scena. Per non incorrere in pericoli.

Iulian già in carcere per tentato omicidio Il suo uomo infatti, lo spietato Iulian, sarebbe già stato in carcere in Romania per un tentato omicidio: sette anni di carcere per aver cercato di uccidere un uomo infilandogli un bastone di ferro in un occhio. Adesso insieme ai cuoi complici, si trova nel carcere perugino di Capanne. Sono tutti in regime di isolamento e con il divieto assoluto di incontrarsi tra loro. Mentre la famiglia Rosi, alle prese con un dolore ancora troppo ingestibile, piange il povero Luca.

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