La polizia di Perugia ha assicurato alla giustizia un pericoloso pluripregiudicato tunisino, particolarmente attivo nello spaccio di sostanza stupefacenti nel centro storico, destinatario di un provvedimento di carcerazione.
Chi è Si tratta di Bejaoui Hassen, 30enne tunisino, regolarmente presente sul territorio nazionale perché sposato con una giovane perugina. Innumerevoli i suoi trascorsi criminali su Perugia: già nel novembre 2006 venne arrestato una prima volta proprio dalla squadra Mobile per immigrazione clandestina, per la violazione dell’ordine prefettizio di espulsione dal territorio nazionale e per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
I precedenti Nel gennaio 2007, venne fermato dalle Volanti e denunciato per ricettazione in concorso. Nel febbraio 2007, di nuovo tratto in arresto, sempre per droga, dalla polizia di Foligno. Nell’agosto 2007, questa volta sotto il falso nominativo di ‘Mejri Hassen, nato in Marocco’, venne arrestato anche dalla Digos per immigrazione clandestina: in quella circostanza, il questore di Perugia emise un ulteriore provvedimento di espulsione a suo carico. Nel settembre 2007 viene indagato per spaccio di droga dai carabinieri di Perugia, e dopo tre mesi per rissa sempre dalle Volanti della questura.
L’ennesima misura Seguirà quindi una ulteriore serie di arresti e misure cautelari nell’ambito di procedimenti penali, in ordine a ripetuti episodi di spaccio commessi a Perugia e altrove, come, ad esempio in Toscana. Proprio nell’ambito di uno dei predetti procedimenti, è stato poi condannato alla reclusione per 3 anni e alla multa di 14mila euro.
L’arresto L’esecuzione della condanna, curata dalla procura generale presso la corte di Appello di Firenze, è stata formalizzata lo scorso febbraio 2013 e successivamente sospesa. Ma la stessa autorità giudiziaria, essendo venuta meno l’opportunità di tale sospensione a fronte dei numerosi fatti delittuosi cui il condannato non si è di certo sottratto, ha ripristinato tale ordine di cattura, in data 20 gennaio 2015. Immediate le ricerche da parte degli uomini della squadra Mobile, diretti da Marco Chiacchiera e coordinati dal sostituto commissario Roscioli i quali, ben conoscendo il soggetto in questione, l’hanno individuato e gli hanno notificato l’ordine di cattura a suo carico. Dopo aver salutato la moglie e i due figli, nonché dopo le formalità del caso, il tunisino, è stato accompagnato a Capanne, dove resterà fino al 2017.
