di Iv. Por.
Si va dai medici che aggirano l’obbligo di esclusività ai “furbetti della 104”, passando per dirigenti che favoriscono questo o quel soggetto nell’ottenimento di finanziamenti pubblici. E’ una casistica varia e “avariata” quella che rientra nei 41 atti di citazione in giudizio emessi dalla procura regionale della Corte dei conti dell’Umbria nel 2015. A snocciolare i casi più emblematici, per cui si ipotizza un danno erariale di diversi milioni di euro complessivamente, il procuratore regionale Antonio Giuseppone nel corso della relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario.
L’ex curatore del tribunale Nell’ambito dei 41 atti di citazione, il procuratore è partito dal caso trattato da tutte le cronache dell’ex curatore fallimentare del Tribunale di Perugia condannato per numerosi episodi di peculato e truffa aggravata a cui è stato richiesto il risarcimento di 818.529 euro a titolo di danno patrimoniale e 600 mila per danno all’immagine dell’Amministrazione della giustizia.
Provincia di Terni Altrettanto famoso è il caso degli ex amministratori e dirigenti della Provincia di Terni per cui c’è in corso anche un processo penale. I danni erariali ipotizzati sono variegati. Un primo per evidenze emerse nel corso dell’ispezione del ministero dell’Economia ammonta a 100.297 euro. Altra vicenda è quella per la stabilizzazione di 17 unità di personale precario per cui si stima un danno di 2 milioni e 397 mila euro. Con altro atto di citazione è stata contestata la corresponsione al direttore generale pro tempore della Provincia dell’indennità di risultato per un danno erariale di 33.600 euro. Quindi per la illegittima stabilizzazione di un soggetto già destinatario di un incarico a tempo determinato si stimano 232.316 euro. Infine, contestate le criticità emerse nella procedura del conferimento dell’incarico di responsabile del gabinetto del presidente della Provincia con contestuale attribuzione di funzioni e retribuzione dirigenziali, non prevista dalla legge. Il danno erariale è stato identificato e quantificato in 280.154 euro.
Viaggio in Argentina Spostandosi alla Provincia di Perugia a un dirigente è stata contestata la illegittima (secondo la tesi accusatoria) corresponsione ad una società cooperativa del contributo di 15 mila euro quale cofinanziamento per un progetto di sviluppo delle relazioni istituzionali e commerciali con l’Argentina, nell’ambito del quale una delegazione della Provincia (composta dal presidente pro tempore, il proprio segretario, un assessore e lo stesso dirigente che aveva erogato il finanziamento) si è recata per ben due settimane per incontrare alcune autorità locali. In tale contributo si è cercato di far rientrare le spese di viaggio e soggiorno della delegazione che peraltro erano ritenute inammissibili dalla stessa Provincia con conseguente richiesta di restituzione alla cooperativa di parte del contributo pubblico erogato. Il danno erariale contestato al dirigente è di 7.434 euro poiché «dagli atti non emergeva alcun vantaggio per l’ente locale da detta spesa che è consistita in larga parte in rimborsi in favore del rappresentante della cooperativa destinataria del finanziamento, per l’organizzazione degli incontri della delegazione della Provincia con le autorità locali, compito che secondo la Procura regionale avrebbe potuto essere facilmente svolto direttamente dall’ente coinvolgendo le autorità italiane in Argentina».
Comune di Terni C’è poi il procedimento nei confronti degli ex amministratori della Provincia di Terni. Un caso variegato per cui di un dirigente del Comune di Terni la voltura di una autorizzazione per la realizzazione di una residenza assistita per anziani, a soggetto ritenuto (secondo la tesi accusatoria) erroneamente esente dal pagamento del contributo di costruzione. Il danno erariale contestato ammonta a oltre 830 mila euro.
Fondi Ue Con altro atto di citazione è stato contestato il danno erariale derivante da indebita percezione di somme da parte di beneficiari di finanziamenti concessi nell’ambito dei Fondi strutturali dell’Unione europea per aver erogato il contributo anche se la domanda di sviluppo rurale presentava varie irregolarità. Tra l’altro, la beneficiaria di uno dei finanziamenti, al momento della erogazione del contributo, era già deceduta. Nelle more del giudizio di responsabilità, gli eredi indebiti percettori del contributo, hanno provveduto a restituirlo all’Erario.
Medici Merita di essere segnalato anche il giudizio di responsabilità nei confronti di un anestesista di un ospedale che ha violato il dovere di esclusività (lavorava anche in una clinica convenzionata) per un danno quantificato in 95.251 euro. Analoga vicenda ha riguardato un altro medico, direttore di struttura complessa di una Asl per un danno erariale di 239.810 euro.
Furbetti della 104 Ci sono poi i “furbetti della 104: dipendenti comunali che hanno attestato falsamente il diritto di usufruire dei permessi per sé stessi o per propri familiari: il danno erariale accertato sfiora i 30 mila euro.
Atc e ricevitoria La Procura regionale ha evocato in giudizio anche i componenti del comitato di gestione di un Ambito territoriale di caccia per varie irregolarità gestionali (rimborso spese viaggio e di rappresentanza da parte del Presidente; scelta di trasformare contratti di lavoro dipendente a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato; stipulazione di contratti con soggetti esterni all’ente). La Sezione giurisdizionale si è già pronunciata e ha disposto la condanna per un importo di 45.037 euro. Infine, da segnalare l’atto di citazione con cui è stato contestato l’omesso riversamento nelle casse dell’Erario dei proventi del gioco del lotto, nei confronti del titolare di una ricevitoria. Il danno erariale contestato ammonta a 139.705 euro.
