Il carcere di Capanne (© Fabrizio Troccoli)

«Un fenomeno in continua evoluzione, caratterizzato da una crescita sia nella frequenza degli episodi sia nella quantità e varietà delle sostanze sequestrate». Così il procuratore generale di Perugia, Sergio Sottani, in una nota in cui si fa il punto sulla presenza di droga nelle quattro carceri umbre e in generale sui reati in materia di sostanze stupefacenti.

I numeri Secondo il monitoraggio fatto dalla Procura, nel triennio 2023-2025 sono stati sequestrati complessivamente oltre 3,7 chilogrammi di droga, tanto da far parlare di un fenomeno in costante crescita e sempre più articolato. In tre anni la polizia penitenziaria ha intercettato all’interno degli istituti 3.328,69 grammi di hashish, 271,79 di cocaina, 112,50 di ketamina, 8,75 di marijuana e una prima, seppur minima, traccia di eroina.

Sequestri in crescita L’aumento emerge con chiarezza osservando l’andamento annuale dei sequestri. Nel 2023 gli episodi di rinvenimento erano stati 15, saliti a 26 nel 2024 e a 34 nel 2025. In due anni i casi sono quindi più che raddoppiati, con incrementi significativi prima del 73,3 per cento e poi del 30,8 per cento. Un trend che, secondo la Procura, conferma come i tentativi di introduzione di sostanze stupefacenti negli istituti siano diventati più frequenti e diversificati.

Nuove sostanze Anche le quantità sequestrate raccontano una crescita netta. L’hashish, che rappresenta la sostanza più diffusa, è passato da meno di 400 grammi nel 2023 a oltre 1.500 grammi nel 2025, con un aumento superiore al 300 per cento. La cocaina mostra una presenza più contenuta ma in progressivo rafforzamento, mentre nel corso del triennio compaiono nuove sostanze, come la ketamina e l’eroina, considerate un ulteriore elemento di attenzione.

In carcere per droga Nel periodo considerato poi si sono registrati 1.617 ingressi in carcere dalla libertà, di cui 479 riferiti a reati di spaccio o detenzione di droga. L’andamento annuale evidenzia un aumento nel 2024 rispetto al 2023, seguito da una lieve flessione nel 2025, che però non modifica la rilevanza complessiva del fenomeno.

Reti di supporto La distribuzione degli episodi sul territorio mostra una forte concentrazione in tre istituti. Su 75 casi complessivi, 63 si sono verificati nelle carceri di Spoleto, Terni e Orvieto. In queste strutture è anche predominante la presenza di detenuti di nazionalità italiana, che rappresentano il 76,2 per cento delle 1.185 persone ristrette. Secondo la Procura generale, questo dato «fa presumere l’esistenza di reti di supporto territoriali solide», capaci di fornire appoggi e risorse per l’introduzione della droga.

Dai droni ai pacchi Le modalità utilizzate per far entrare le sostanze negli istituti sono molteplici e sempre più ingegnose. I sequestri riguardano pacchi postali senza mittente, con la droga nascosta tra vestiti o generi alimentari, tentativi durante i colloqui con i familiari, lanci dall’esterno verso le aree interne, l’uso di droni e il rinvenimento nel corso delle perquisizioni ordinarie e straordinarie svolte dalla penitenziaria.

I reati Il quadro delle carceri si inserisce in un contesto più ampio che riguarda l’intero distretto giudiziario. Nel triennio 2023-2025 i procedimenti per reati legati agli stupefacenti mostrano un andamento non lineare: dopo un calo nel 2024, nel 2025 si registra una nuova crescita. A livello distrettuale i procedimenti passano da 583 nel 2023 a 511 nel 2024, per poi risalire a 622 nel 2025. Andamenti differenziati si registrano nei singoli uffici, con aumenti marcati a Perugia e Spoleto e un calo progressivo a Terni.

L’assemblea Proprio alla luce di questi dati, il tema dell’incremento dei reati in materia di stupefacenti è stato affrontato nell’ultima assemblea periodica con i procuratori del distretto. In quell’occasione – spiega la Procura – è stata condivisa la gravità del fenomeno su scala regionale e ribadita l’esigenza di continuare a richiedere misure cautelari e pene adeguate nei casi più gravi.