Le verifiche da parte dei tecnici sulla chiesa di San Giacomo

di Chiara Fabrizi

Depositata la superperizia del consulente della procura sul crollo della chiesa di San Giacomo di Spoleto. Il professor Nicola Augenti ha consegnato al pm Federica Albano il delicato elaborato. Secondo quanto trapela, il luminare avrebbe individuato le cause che il 23 novembre 2010 portarono al cedimento strutturale dell’edificio. E quello che più conta è che per Augenti non si sarebbe trattato di una semplice fatalità.

Precise responsabilità Nel documento insomma il professore rileverebbe delle precise responsabilità su un evento che ha rischiato di trasformarsi tragedia. Al momento del crollo, erano cinque gli operai che si trovavano a lavoro nel cantiere, tutti usciti tempestivamente dall’edificio grazie alla prontezza del capocantiere.

Parola alla procura Ora, quindi, sarà il pm Federica Albano a dover vagliare l’elaborato depositato dal professore verificando se gli elementi forniti siano sufficienti o meno a configurare condotte colpose e quindi decidere se proseguire con l’iter giudiziario oppure optare per l’archiviazione del fascicolo. Nei giorni immediatamente successivi la procura avrebbe indagato per il reato di «rovina di edifici o altra costruzione» per il quale il codice penale prevede esclusivamente sanzioni amministrative, salvo nel caso in cui sia stata messa a rischio l’incolumità delle persone. Poi però una nota ufficiale della Curia riferiva che il reato contestato sarebbe stato quello di «crollo colposo». Ad oggi, e stando a quanto trapelato finora, sarebbero undici, tra tecnici e progettisti, i professionisti iscritti nel registro degli indagati, soggetti tutti in qualche modo interessati ai lavori di restauro post-sisma che si stavano eseguendo all’interno della chiesa.

Altra perizia Nelle mani del magistrato, però, ci sarebbe anche un’altra perizia di parte. La Curia nel febbraio scorso richiese alla professoressa Donatella Fiorani, docente ordinario a “La Sapienza” di Roma, di presentare un elaborato che individuasse le ragioni del cedimento della navata centrale. Il documento venne consegnato all’avvocato Francesco Nardocci, legale della Curia, e successivamente messo a disposizione della procura. Nessuno, infine, esclude che anche altri soggetti coinvolti nell’indagine decidano di presentare una perizia di parte.

Ancora sotto sequestro La chiesa di San Giacomo è al momento ancora sotto sequestro nonostante nei mesi scorsi il magistrato abbia concesso alla Curia il nullaosta per eseguire la parziale messa in sicurezza dell’edificio.

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