di C.F.
Il ministero dello Sviluppo economico ha convocato per lunedì mattina un nuovo summit sulla crisi del gruppo Novelli. Al tavolo siederanno la proprietà dell’azienda del comparto alimentare, i sindacati, la Regione e, soprattutto, gli istituti di credito coinvolti nella partita. A Roma si cercherà di sondare la disponibilità delle banche e quindi le possibili soluzioni a una vertenza che interessa 720 lavoratori tra Terni, Spoleto e Amelia, a cui si aggiungono gli allevatori dell’indotto.
Il nuovo Cda Il Gruppo ha infatti reso noto alle parti la nuova composizione del Consiglio di amministrazione (Cda), che negli ultimi dieci a mesi ha già registrato due modifiche. L’ultima manovra ha segnato l’uscita dal board a tre membri di Stefano Novelli, sostituito dal nuovo consigliere Rosignoli. Una mossa che, stando a quanto risulta, avrebbe spiazzato tutti a cominciare dai vertici della Regione, a cui non più di tre giorni fa era stato annunciato un riassetto differente.
I sindacati Movimenti che, inutile dirlo, continuano ad allertare le organizzazioni sindacali che, fin dall’inizio della vicenda, hanno richiesto alla proprietà del gruppo Novelli«chiarezza e collaborazione». La fase, quindi, resta incerta e delicata. «Martedì conosceremo la strategia che si intende perseguire per garantire i posti di lavoro e la produzione – spiega Loreto Fioretti della Cisl – e in quest’ottica molto dipenderà dalla posizione delle banche». Dello stesso parere Stefano Tedeschi della Uil: «Lunedì a Roma si capirà qual’è la fiducia degli istituti di credito nei confronti di questo nuovo assetto societario».
L’incontro con il sindaco di Spoleto E giovedì pomeriggio, come era già stato annunciato sabato scorso ai lavoratori, i sindacati torneranno a incontrare il sindaco di Spoleto Daniele Benedetti per fare il punto della situazione. Nella città del Festival è infatti presente un sito di allevamento, raccolta e confezionamento delle uova (Ovito) che occupa circa 200 addetti, di cui per larghissima parte donne.

