di Francesca Marruco
«La madre spingeva la figlia a masturbarmi ma lei solitamente non voleva farlo e urlava, la convinceva dicendo che non era niente e che anche lei lo aveva fatto». La frase choc arriva dalle carte con cui la procura di Perugia chiederà una condanna pesante per la mamma di Passignano sul Trasimeno che costringeva la figlia di undici anni ad avere rapporti sessuali con i coetanei che la madre stessa trovata e «retribuiva »con ricariche di cellulari, lettori mp4, sim card, e anche pacchi di preservativi, da usare con la figlia.
Difetto di notifica A pronunciare quelle parole agli agenti della squadra mobile della questura di Perugia che erano entrati nella casa in cui si svolgevano gli incontri dopo un esposto anonimo sottoforma di Dvd, era stato uno dei ragazzi adescati dalla mamma della minore adesso ospite di una comunità di recupero. Martedì mattina la donna avrebbe dovuto conoscere la sentenza che la riguarda, ma per colpa di un difetto di notifica, l’udienza è stata rinviata al 21 febbraio prossimo. Per quella data, il pubblico ministero Manuela Comodi formalizzerà la richiesta di condanna, che vista la scelta della donna di essere giudicata con rito abbreviato, verrà ridotta di un terzo.
Ragazzina affidata allo zio paterno Intanto la ragazzina di undici anni è stata affidata ad uno zio paterno. Per lei la madre sognava un futuro da velina, e per renderla popolare le procurava ragazzini compiacenti. A segnalare la stranezza, il dvd anonimo in cui si vedevano tanti ragazzi affacciati al balcone di casa della minore intenti a fumare spinelli. Di quella casa parlava tutto il paese. In quella casa i ragazzini si misuravano il pene con un righello fornito dalla mamma della bambina undicenne. Da quella casa partivano chiamate e messaggi dal contenuto irripetibile. Tutto per un futuro da star per la figlia appena undicenne.

