di Ivano Porfiri
C’è il caso dello scolaro ferito gravemente all’occhio da una gomma lanciata da un compagno cui è stata chiamata a rispondere l’insegnante, oppure quello del bimbo ferito a un piede mentre camminava scalzo durante un campo estivo il cui danno è stato addebitato al Comune. Ma anche quelli dei due dipendenti del Centro per l’impiego di Terni che hanno fatto assumere in banca il figlio di uno di loro, o i 5 impiegati del Comune di Nocera Umbra che hanno usufruito della legge 104 senza averne diritto. O, non ultimo, quello dell’avvocato Mario Cartasegna che operava per il Comune di Perugia, sul conto del quale è stata di recente aperta un’istruttoria.
Denari recuperati Grazie al lavoro della Corte dei conti nel 2014 sono stati recuperati 157.001 euro a cui si devono aggiungere altri 261.589 derivanti dalle condanne della Sezione giurisdizionale della stessa Corte. E’ un lavoro continuo e molto spesso sotterraneo quello della magistratura contabile, come è stato sottolineato durante la cerimonia di apertura dell’anno giudiziario.
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Non c’è allarme Secondo il presidente della sezione regionale della Corte, Angelo Canale, «il quadro che traspare dalle fattispecie dannose trattate dalla sezione ci consegna l’immagine di una regione dove i fenomeni di cattiva amministrazione, pur presenti, non sembrano tali da destare un elevato grado di preoccupazione e allarme». Nella sua relazione Canale ha ricordato come «sono tempi nei quali il contrasto agli sprechi, alla cattiva amministrazione, all’illecito dannoso deve essere una priorità, nella convinzione che sia oggi in gioco la tenuta delle nostre stesse istituzioni e con essa anche il futuro delle giovani generazioni. L’azione di contrasto alla cattiva amministrazione, all’attenuazione del basilare principio di legalità, ai comportamenti illeciti – ha detto – deve essere concreta, di alto profilo, costante nell’impegno».
Dipendenti infedeli Pur in questo quadro non di allarme, non mancano i casi di pubblici dipendenti infedeli, come nel caso – citato dal procuratore regionale Fernanda Fraioli nella sua relazione – della cancelliera del tribunale che si è impossessata di vari reperti di reato, tra cui un chilo e 750 grammi di cocaina. O anche quello della dipendente delle Poste dell’ufficio di Colfiorito, che ha intascato quasi 600 mila euro sottraendoli ai libretti dei clienti. Tutte situazioni che portano a un danno sia economico che di immagine per lo Stato e le sue amministrazioni periferiche. Cioè per la collettività e che sono materia per le azioni di recupero della Corte dei conti.
«Cittadini, fate segnalazioni» Tuttavia, i cittadini sembrano essere poco consapevoli del ruolo della magistratura contabile. «Ed i numeri – ha sottolineato il procuratore Fraioli – lo dimostrano: su una popolazione regionale complessiva di circa 890 mila abitanti, soltanto 66 denunce sono risultate provenire da privati cittadini». Dato che fotografa «il rapporto di distanza che lega il comune cittadino all’organo giudiziario contabile». Invece, per Fraioli «anche i privati cittadini possono e debbaono interessarsi all’attività della Corte dei conti, non foss’altro che per l’inconsapevole mandato che a costoro hanno dato di gestire le risorse pubbliche in favore di una collettività di cui inevitabilmente fanno parte». Il grosso dei fascicoli viene, invece, aperto dalla procura seguendo due fonti: su 1.161 istruttorie, ben 259 sono venute da denunce riportate dalla stampa e 665 da denunce dei direttori generali (obbligati per legge a segnalare casi di potenziali danni arrecati dai propri sottoposti). Del totale, 506 hanno visto danneggiate le amministrazioni statali, 594 gli enti locali e 61 Asl e aziende ospedaliere.
I numeri dei giudizi Venendo, invece, al lavoro della sezione giudicante, nel 2014 sono stati definiti con sentenza 37 giudizi. Per altri 4 sono state pronunciante sentenze non definitive e, in 5 casi, e’ stata depositata ordinanza. Alla fine del 2014 il carico dei giudizi pendenti era di 96 giudizi. L’ammontare delle condanne inflitte è stato di 264.739,12 euro. In merito alle sentenze pronunciate il 32,3% sono state di condanna, il 67,7 % di assoluzione. Nel 2014 diverse sentenze hanno riguardato casi di malasanità: su sette sentenze, cinque sono state di assoluzione. In tema sanitario spiccano le sentenze di assoluzione per la indebita percezione di borse di studio da parte di 15 medici frequentatori del Corso di formazione di medicina generale:la Sezione ha accolto l’eccezione di prescrizione. Relativamente al contenzioso pensionistico, invece, all’inizio del 2014 erano pendenti 127 giudizi e nel corso dell’anno ne sono stati introitati 40, per un totale di 167 giudizi. Ne sono stati definiti 94 e a fine anno il carico residuo era sceso a 73 giudizi.
Problema personale Il presidente Canale ha fatto poi riferimento alle «difficoltà crescenti che la Corte dei conti incontra nell’esercizio delle proprie funzioni» per «la mancanza di magistrati e la insufficienza del personale amministrativo». Situazione alla quale «non sfugge anche la sezione giurisdizionale umbra che opera con appena una decina di funzionari ed impiegati amministrativi con una età media di oltre 54 anni». «Si parla molto del riordino delle Province e della necessità di ricollocare doverosamente personale non assegnato all’esercizio di funzioni fondamentali – ha detto -. Noi saremmo ben felici di possibilità assunzionali presso le nostre sedi, così da salvaguardare esigenze occupazionali e nel contempo dare alle nostre sedi periferiche un po’ di ossigeno, sicuramente qualificato».
Marini: «Sistema virtuoso» La presidente della Regione, Catiuscia Marini, ha rimarcato come «la Corte dei conti rappresenta un fondamentale ausilio e supporto nell’azione di controllo della correttezza e trasparenza della spesa pubblicac». Quanto all’attività specifica ha voluto dare atto «a tutto il sistema delle autonomie locali umbre di essere virtuoso, e soprattutto di rispettare i vincoli relativi ai pagamenti della pubblica amministrazione che nella regione sono in linea con le indicazioni dell’Unione europea». «Abbiamo anche registrato con favore – ha proseguito Marini – le nuove regole di formazione di bilanci degli enti regionali e locali, che grazie alla maggiore armonizzazione contabile ci aiutano a rendere ancor più trasparente la spesa pubblica». Infine, la presidente ha voluto richiamare le osservazioni della stessa Corte dei conti rispetto al contributo significativo dato da Regioni ed Enti locali che hanno subito consistenti tagli dei trasferimenti di risorse statali che potrebbero determinare un aumento della imposizione fiscale a livello locale, «ipotesi questa – ha concluso Marini – che noi vogliamo assolutamente evitare che si realizzi».
