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Il procuratore regionale della Corte dei conti Antonio Giuseppone

di Ivano Porfiri

«Rispetto all’anno precedente, nel 2016 la procura regionale della Corte dei conti ha emesso lo stesso numero di atti ma il danno erariale contestato è molto più alto, quasi raddoppiato». È il procuratore regionale, Antonio Giuseppone, nel tradizionale incontro con la stampa che precede di qualche ora l’inaugurazione dell’anno giudiziario, a tracciare i contorni dell’attività svolta. Successivamente lo stesso Giuseppone e poi il presidente regionale della Corte dei Conti, Pasquale Fava, sono scesi nei dettagli con le loro relazioni.

I CASI ECLATANTI DEL 2016

I numeri della procura Nel corso del 2016, la procura regionale ha ricevuto 1.554 denunce, esposti, segnalazioni varie (918 nel 2015) di cui ha disposto l’apertura di nuove istruttorie per 1.011, mentre per 443 di esse ha proceduto alla archiviazione immediata e 100 sono state trasmesse alle procure regionali territorialmente competenti. Nell’ambito delle denunce pervenute vanno segnalati 205 decreti di equa riparazione per irragionevole durata del processo di cui 125 sono stati immediatamente archiviati, 76 inviati alle procure competenti e per 4 è stato aperto fascicolo istruttorio. Nell’anno appena trascorso sono state operate 1.143 archiviazioni di istruttorie già aperte (di cui 2 dopo l’emissione dell’invito a dedurre) ed emessi 39 atti di citazione (con 114 convenuti in giudizio) contestando danni erariali per 14.606.931 euro (quasi il doppio rispetto agli 8 milioni del 2015). I fascicoli pendenti al 31 dicembre erano 3.033, in diminuzione rispetto al 2015 (3.207). La Sezione giurisdizionale ha emesso 26 sentenze di condanna per un ammontare di 1.652.770 euro. La procura ha presentato 15 atti di appello avverso altrettante sentenze di primo grado. Nel corso del 2016 l’Ufficio ha formulato 819 richieste istruttorie, 46 inviti a fornire deduzioni (44 nel 2015) con 153 destinatari, ha tenuto 41 audizioni personali, ha partecipato a 20 udienze (con 59 giudizi iscritti a ruolo). Deve inoltre segnalarsi che nel corso del 2016 si sono conclusi alcuni giudizi d’appello con definitività delle relative pronunce di condanna emesse dalla Sezione giurisdizionale per un ammontare di 324.295 euro.

Fondi europei «Come detto anche lo scorso anno – ha affermato Giuseppone – in Umbria la gestione della cosa pubblica è sostanzialmente sana, tuttavia ci sono alcuni settori e ambiti che destano preoccupazione, nei quali si è intervenuti e si interverrà anche in futuro». In primis, quello dell’utilizzo dei fondi comunitari. «Spesso vengono utilizzati in modo improprio. Abbiamo affrontato, ad esempio, un caso in cui un’azienda ha preso fondi per un acquisto di macchinari in realtà mai effettuato, facendo sparire il denaro all’estero. I controlli della Regione ci sono, ma è il meccanismo stesso dell’assegnazione a essere farraginoso».

Dall’assenteismo ai gruppi politici Il procuratore ha toccato anche altri argomenti. Sull’assenteismo «non abbiamo casi eclatanti come altre regioni, ma di alcune situazioni (Stroncone, ndr) ci siamo occupando». Su Gesenu e Umbria Mobilità «le partecipate sono argomento di grande interesse ma il nuovo testo unico non ha spinto sull’acceleratore come avremmo voluto per ciò che riguarda le nostre competenze. Tuttavia verificheremo». Invece una citazione c’è stata per ciò che riguarda i rimborsi ai gruppi politici in Regione. «Non posso dire di che si tratta – ha chiosato Giuseppone – ma presto lo vedrete quando ci sarà la prima udienza».

Terremoto Nel corso della sua relazione, durante la cerimonia, poi il procuratore ha toccato anche il tema del terremoto. «L’attività della Procura Regionale – ha detto – non intende in alcun modo essere considerata un intralcio alla necessaria opera di soccorso e ricostruzione. Ciò non toglie tuttavia che, nel rispetto delle proprie competenze, il monitoraggio e la vigilanza di questo Ufficio del Pubblico Ministero sulla corretta gestione del denaro pubblico saranno comunque massime».

Attività giurisdizionale Il presidente pasquale Fava ha tracciato l’attività della Sezione che «ha risentito, nella seconda metà del 2016, della carenza di personale di magistratura, avendo operato con il solo presidente e due magistrati in aggiuntiva, in quanto già assegnati in via principale presso altre Sezioni. Ciò nonostante – ha sottolineato – si rappresenta l’assenza di arretrato, tanto nella materia dei giudizi di responsabilità, quanto in quella pensionistica, giudizi che vengono ordinariamente definiti spesso anche molto prima dei tempi massimi previsti dalla legge ai fini dell’indennizzo da irragionevole durata del processo. Molto alta è stata la definizione dei giudizi di conto (4.385)c».

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