di Iv. Por.
«I giudizi di responsabilità, una volta che siano incardinati in Sezione, si concludono in primo grado entro l’anno. Sotto questo profilo, può affermarsi che la giustizia contabile qui in Umbria, tranne motivati casi particolari, è una giustizia rapida». Lo ha detto il presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei conti dell’Umbria, Angelo Canale, nella sua relazione nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Le sue parole hanno preceduto quelle del procuratore regionale, Antonio Giuseppone, che ha anche esposto una casistica dei processi per danno erariale incardinati nel 2015.
Semplificazione in atto Il presidente ha parlato innanzi tutto dei cambiamenti legislativi che stanno incidendo sull’attività della Corte. A partire dall’approvazione della legge Madia. «Bisogna dirlo – ha sottolineato -: c’era effettivamente necessità di adeguare la disciplina processuale alla mutata realtà di una pubblica amministrazione che, per complessità, strumenti e modalità di intervento, non è più quella alla quale si riferiva l’antico Legislatore nel 1933. Il Codice conterrà anche innovative regole per la semplificazione del processo, introdurrà riti abbreviati, disciplinerà le azioni cautelari, dedicherà speciale attenzione alla esecuzione delle sentenze di condanna. Il futuro processo contabile sarà infine un processo più equilibrato, più attento alla formazione e valorizzazione della prova, più snello, in un contesto nel quale la tradizione della Corte, fatta di serietà ma anche di continuità per il rispetto delle forme, non verrà comunque meno».
Società partecipate Come il procuratore, anche il presidente ha parlato dell’attuazione delle delega di riforma, in particolare per ciò che riguarda le società partecipate che, in Umbria, si riflette ad esempio su casi come quello della Gesenu. «La magistratura contabile, con il supporto di argomentazioni giuridiche, ma anche con il riferimento ai numerosi casi di sprechi nell’ambito di tali società – ha spiegato – non manca di evidenziare come le società partecipate, soprattutto se “in house” e totalitarie, non siano altro che articolazioni operative della stessa amministrazione partecipante, essendo sottoposte al controllo analogo ed impiegando per finalità pubbliche risorse pubbliche».
«Giustizia rapida» Per quanto riguarda l’attività, nel corso dell’anno 2015 sono state depositate 85 sentenze, riguardanti 267 persone, tra amministratori e pubblici funzionari, nei cui confronti la Procura regionale aveva avviato azione di responsabilità; nell’ambito delle citate sentenze sono state inflitte condanne, per sorte capitale, per 1.167.279 euro; sono stati approvati 237 conti giudiziali, 386 sono stati dichiarati estinti e 21 sono stati deferiti all’esame della Sezione; sono state depositate in materia pensionistica 54 sentenze. «Di fatto, nella materia dei giudizi di responsabilità, non c’è arretrato», ha sottolineato il presidente. I giudizi pendenti al 1° gennaio 2016 erano appena 62 e le relative udienze di discussione (salvo i casi di sospensione) sono già fissate nel corso di quest’anno. «I giudizi di responsabilità, una volta che siano incardinati in Sezione, si concludono in primo grado entro l’anno. Sotto questo profilo, può affermarsi che la giustizia contabile qui in Umbria, tranne motivati casi particolari, è una giustizia rapida. E ciò è positivo, anche per le finalità di prevenzione generale perseguite dalla giurisdizione di responsabilità».
Enti locali inadempienti sui conti La materia dei giudizi di conto ha visto nel 2015 l’accresciuto impegno della Sezione, dei magistrati e del personale amministrativo. Alla data del 1 gennaio 2015 erano pendenti, in attesa di esame, 12.955 conti (di cui ben 12.172 provenienti da enti locali), nel corso dell’anno ne sono stati introitati 1.263 e al 31 dicembre 2015 erano pendenti 13.574 conti. Ciò a dire che la Sezione è riuscita a smaltire nel corso del 2015 n. 644 conti: circa il 50% dei nuovi conti giudiziali introitati. «Da ciò si ricava che la giacenza dei conti pendenti è inevitabilmente destinata ad aumentare: la Sezione non potrà mai, con le risorse attuali, eliminare l’arretrato e non riuscirà a stare al passo con i conti annualmente depositati». In questo contesto, il presidente ha segnalato che «la Sezione nel corso del 2015 ha sollecitato numerosi enti locali, camere di commercio, comunità montane– in totale 41 enti – che ad una verifica sono risultati inadempienti nell’obbligo giuridico di depositare i conti giudiziali dei rispettivi agenti contabili (tesoriere, economo, etc.). Alla data odierna la perdurante inadempienza riguarda 17 comuni. Il numero, in rapporto al numero complessivo dei comuni della Regione, è significativo. Perdurando questo stato di cose il rimedio sarà quello di deferire la questione all’esame collegiale della Sezione, nella prospettiva di una sanzione pecuniaria a carico dei responsabili e della nomina di un commissario ad acta per la compilazione d’ufficio del conto, a spese dei soggetti responsabili dell’inadempimento».
Pensioni Il contenzioso pensionistico è, invece, in progressiva diminuzione. Al 1° gennaio 2015 erano pendenti solo 73 ricorsi, tra pensioni civili, militari e di guerra. Nel corso del 2015 sono pervenuti 26 ricorsi e alla fine del 2015 il numero dei giudizi ancora pendenti si era ridotto a 45. Sono stati quindi definiti nel 2015 54 giudizi. Di fatto, relativamente alla materia pensionistica, non c’è arretrato.
Marini: «Collaborazione proficua» Un plauso all’attività della Corte dei conti è giunto dalla presidente della Regione, Catiuscia Marini. «La funzione che svolge la Corte dei Conti è di per sé importante – ha detto – ma lo è ancor più per l’amministrazione regionale, soprattutto da quando è stato introdotto il ‘giudizio di parificazione’ del bilancio delle Regioni da parte della stessa Corte». Per la presidente Marini negli ultimi anni, proprio in considerazione dell’introduzione del “giudizio di parificazione”, è cresciuta e si è rafforzata la collaborazione tra Corte dei Conti ed amministrazione regionale. Nel corso del suo breve saluto, la presidente ha voluto sottolineare l’importanza dell’azione di riduzione del debito pubblico e di riqualificazione e risanamento della spesa pubblica, ma ha altresì ricordato che ciò «non deve mettere a rischio il diritto dei cittadini ad accedere ai servizi fondamentali come sanità, trasporti pubblici, politiche sociali. E questo è ciò che ha fatto la Regione Umbria che, in un periodo di forti tagli alla spesa pubblica, ha però voluto mantenere inalterati i livelli di accesso a questi servizi per i cittadini umbri».
Bilancio e partecipate «La nostra Regione – ha aggiunto Marini – ha un bilancio solido, grazie al controllo che abbiamo operato dei grandi aggregati di spesa, dalla sanità al trasporto pubblico locale, alle spese di funzionamento e per il personale. Dopo aver approvato e trasmesso all’Assemblea legislativa il “Defr”, il Documento di economia e finanza regionale 2016-2018, ora ci accingiamo a varare il nuovo bilancio, che sarà ancora una volta caratterizzato dalla invarianza fiscale e dalla prosecuzione della profonda opera di riforma della pubblica amministrazione regionale, a partire da quella delle Province che ci vede particolarmente impegnati, anche in termini finanziari». Quanto al tema delle società partecipate Marini ha ricordato che quelle della Regione hanno i bilanci in ordine. La presidente ha infine fatto riferimento all’altrettanto «positiva collaborazione per ciò che riguarda l’attenta e rigorosa verifica da parte della Corte dei conti del corretto utilizzo dei fondi comunitari, ricordando lo specifico protocollo d’intesa tra Regione e guardia di finanza per azioni di controllo che avvengano a monte e non solo a valle».
