Nel pomeriggio dello scorso lunedì 13 ottobre, una pattuglia in borghese della Mobile è in perlustrazione per le principali arterie di accesso alla città, alla ricerca di movimenti sospetti di eventuali corrieri di droga in arrivo a Perugia o in partenza.
I particolari Lungo la via Fiume, una Toyota Yaris di colore grigio, condotta da un tunisino, si accosta e carica un connazionale: i due si mettono in viaggio, direzione raccordo autostradale Perugia-Bettolle. Scatta il blitz: gli agenti della Mobile che hanno notato il movimento, con discrezione, si mettono alle calcagna dell’auto sospetta e, nel frattempo, allertano altre auto della Squadra Mobile e due equipaggi del reparto Prevenzione crimine. Giunti allo svincolo del predetto raccordo, la Yaris viene fermata e i due soggetti identificati e perquisiti.
La droga Da un primo controllo, spuntano 30 grammi di eroina e denaro contante per circa 700 Euro. Successivamente, i due vengono portati in ospedale e sottoposti ad esame: uno dei due corrieri viene trovato in possesso, all’interno del’ampolla rettale, di 4 involucri termosaldati contenenti ulteriori 130 grammi di eroina. Per lui si sono spalancate le porte del carcere di Capanne, a disposizione del pubblico ministero Angela Avila. Quanto all’altro spacciatore, nonostante ci fossero forti sospetti che avesse ingerito a sua volta degli involucri, gli esami radiografici daranno un risultato negativo: all’esito del suo ricovero, sarà scarcerato, ma il suo arresto verrà comunque pienamente convalidato, in virtù della sua fattiva collaborazione nel trasporto della droga.
Arresti I corrieri, Ati Mohamed Alì, ventisettenne, e Manai Tarek, trentacinquenne, entrambi pregiudicati ma regolari sul territorio nazionale, sono residenti e domiciliati nella provincia di Pisa, e la droga sequestrata, appena acquistata a Perugia, è destinata proprio a Pisa. Il primo, Ati, comparso in Italia a Trapani, nel febbraio 2008, ha precedenti relativi alla normativa sull’immigrazione e per droga, tutti commessi a Pisa. L’altro, Manai, entrato in Italia sempre a Trapani e nello stesso periodo del suo complice, ha analoghi precedenti ma commessi tra Bologna, Modena e Livorno.
