Fabrizio Ravanelli, ex attaccante del Perugia

di MA.T.

Un fulmine a ciel sereno, proprio dopo avere incassato la prima vittoria in campionato, contro una delle favorite per lo scudetto della serie A francese, il Lione. Fabrizio Ravanelli e il suo Ajaccio, sono finiti nella bufera mediatica perché la federazione francese ha disposto un accertamento a tappeto su tutti i tesserati della squadra allenata dal popolare ‘penna bianca’, idolo dei tifosi del Grifo e poi della Juventus, con altre esperienze nel Marsiglia e nella Lazio, prima di chiudere una esaltante carriera proprio da dove era iniziata, con il Perugia.

Respinte le accuse Ravanelli ha respinto al mittente tutto ciò che i media francesi hanno scritto, ipotizzato con, azzardati accostamenti, che nulla provano, riprendendo rumors che volevano un’altra squadra dove Ravanelli aveva militato come calciatore, il Marsiglia, sospettata di uso di sostanze dopanti. Una autentica bufera, anche perché Ravanelli ai tempi d’oro delle Juventus che vinceva tutto, con Marcello Lippi allenatore, fu incolpata dal pm Guariniello di abuso di farmaci proibiti. Il caso, come molti ricorderanno, venne sollevato da Zeman che, in una clamorosa intervista a l’Espresso dichiarò: «C’è qualche squadra che frequenta troppo le farmacie». Fu l’accusa del tecnico boemo, con preciso riferimento ad alcuni calciatori della Juventus.

Quella storia Ravanelli così come tanti altri suoi colleghi venne interrogato dai giudici, ma non è mai emerso che abbia fatto uso di sostanze meno che lecite. Al termine di un lungo processo, svoltosi a Torino, vennero invece condannati i sanitari dello staff medico della Juventus e gli apicali della società, per mancato controllo. Un alone che ancora non si è del tutto dissolto se ora, dopo più di dieci anni, la federazione francese dispone dei controlli tanto minuziosi su un club che ha avuto in campionato una partenza difficile, ma che ora è in ripresa, soprattutto dopo la vittoria con il Lione. Ravanelli, intervistato, dal Corriere dello Sport, ha urlato la assoluta estraneità sua e dei suoi collaboratori, tra i quali c’ è anche il preparatore atletico Ventrone, ex Juventus nella gestione atletica della squadra . ‘Rava’ , come lo chiamano abitualmente gli amici ha anche smontato il presunto caso di un calciatore che si sarebbe rifiutato di assumere integratori che abitualmente vengono somministrati agli altri calciatori, in maniera lecita per meglio sopportare la fatica durante gli allenamenti e le gare ufficiali. Penna bianca ha motivato l’esclusione di Cedric Hengbart,con ragioni assolutamente di carattere tecnico: «Chi conosce la mia storia sportiva – ha detto il giocatore al Corriere dello Sport -, sa bene che è fatta di sacrifici e di sudore , dunque non posso essere neppure sfiorato dal dubbio che io non sia un autentico sportivo. Da quando ho smesso di giocare al calcio ho alimentato in maniera regolare la pratica sportiva, correndo in bicicletta, togliendomi diverse soddisfazioni. Figurarsi se uno che fa sacrifici così pesanti, che ha propositi ambiziosi per il suo futuro può pensare di rovinare tutto ricorrendo a mezzi meno che leciti».

I risvolti Ravanelli si è anche lamentato che simili illazioni fanno del male non solo a lui, ma a tutta la sua famiglia, compresa la madre che vive nel paese di origine, a Mugnano. Non è poi un mistero per nessuno che Ravanelli, che con la famiglia trascorre qualche mese dell’anno in un casale ristrutturato sulle colline del Trasimeno, e che a Perugia torna anche per curare i diversi investimenti immobiliari, proprio nella sua città avrebbe voluto intraprendere l’attività di allenatore, ai tempi della ripartenza della Società, dopo il fallimento della gestione Covarelli. Ma l’accordo tra lui e Damaschi non venne trovato e Ravanelli, l’anno successivo, tornò alla casa madre, cioè alla Juventus, ottenendo eccellenti risultati alla guida del esordienti e poi dei giovanissimi regionali. Nel giugno scorso il colpo di scena: l’Ajaccio, neo promosso in serie A gli ha offerto nientemeno che la panchina della prima squadra in un campionato molto difficile soprattutto per un esordiente. In più circostanze Ravanelli ha pubblicamente dichiarato che il suo sogno è quello di tornare alla Juventus, ma di puntare in alto come ha sempre fatto nella sua vita e cioè alla panchina ora di Conte. Il blitz eseguito dai medici dell’Antidoping francese dovrebbe portare, a breve, a conoscerne i risultati ed allora Ravanelli , che è convinto che sia stato alzato un polverone dai media francesi, potrà fare ancora una volta la voce grossa, come gli è capitato sovente in carriera, per respingere al mittente tutti i colpi bassi ricevuti. Insomma a breve potrà ribadire che i trionfi ottenuti sia da calciatore che ora da tecnico sono stati centrati con mezzi leciti, a dispetto delle accuse che Zeman fece tanti anni fa e che portarono la Juventus sul banco degli imputati.

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