di C.F.
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Annullate le prove orali del concorso indetto dalla Provincia di Perugia nel 2010 per la copertura di un posto da dirigente informatico a tempo indeterminato. Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del Tar dell’Umbria, che nel settembre 2014 aveva dato ragione al quinto classificato in concorso, un esperto informatico in organico al Comune di Spoleto, assistito dall’avvocato Massimo Marcucci, e respinto in toto il ricorso con cui l’ente di piazza Italia aveva impugnato la sentenza di primo grado.
Esame orale illegittimo Annullate quindi le prove orali e tutti gli atti conseguenti, compresa la nomina del dirigente informatico della Provincia. I giudici della Quinta sezione hanno ribadito l’illegittimità dello svolgimento a porte chiuse delle prove orali che, come previsto da due decreti del presidente della Repubblica e da vasta giurisprudenza, devono essere aperte e a libero accesso. In questo senso, i legali dell’ente hanno motivato il divieto imposto ai candidati ammessi all’esame, spiegando come la prima domanda fosse la medesima per tutti. Ma la bacchettata del Consiglio di Stato è arrivata ugualmente: «Le materie di esame per la loro ampiezza – si legge in sentenza – consentivano di sottoporre materie sempre variate e di equivalente difficoltà tecnica e di garantire il rispetto delle norme».
Soddisfazione anche solo morale Respinto, poi, anche il difetto d’interesse rilevato sempre dagli avvocati della Provincia di Perugia secondo i quali, in sostanza, alla luce dell’impossibilità di procedere a nuove assunzioni, l’annullamento della graduatoria avrebbe prodotto come unico effetto quello di privare l’ente del vincitore senza alcuna possibilità per il ricorrente di essere assunto. Anche qui i giudici della Quinta sezione sono chiarissimi: «Esiste sempre l’interesse di un candidato a impugnare una graduatoria al fine di ottenere una posizione migliore anche nel caso in cui il conseguimento della nomina si pone come fatto meramente eventuale posto che, oltre al vantaggio concreto, esiste anche quello puramente morale».
Rebus ottemperanza Da qui la conferma della sentenza di primo grado e l’indicazione per l’ente di indire nuove prove orali per i candidati all’epoca ammessi, tanto che in questo senso il Consiglio di Stato non ha riconosciuto il risarcimento per chance perse al ricorrente spoletino che alla Provincia di Perugia chiedeva un milione di euro. Tuttavia tra il blocco delle assunzioni e la riforma delle Province il percorso sanante appare piuttosto complesso e gli sviluppi della pronuncia tutti da decifrare. Anche per questo il ricorrente, attraverso il proprio legale, si prepara al giudizio d’ottemperanza.
