L'aeroporto di Kinshasa

Cresce la paura in Congo per le 24 famiglie italiane bloccate a seguito dei problemi per le adozioni dei bambini. Tra loro anche Enrico e Chiara Floridi, coppia di Deruta, che nei giorni scorsi avevano ricevuto una telefonata dalla presidente della Regione, Catiuscia Marini. Enrico, in mattinata, si è messo in contatto via mail con la sede Ansa di Perugia – come riportato dal Tgr Rai – manifestando «paura per noi e i nostri figli: siamo in pericolo» e pregando di sollecitare la Farnesina a fare qualcosa.

Sparatorie Una sparatoria è stata segnalata all’aeroporto internazionale, pochi minuti prima si era avuta notizia di uno scontro a fuoco all’interno della sede della radio-televisione nazionale tra soldati governativi e un gruppo di giovani che l’hanno occupata armati di pistole e machete, prendendo in ostaggio alcuni giornalisti. Dopo alcune ore, però, le truppe regolari congolesi hanno ripreso il pieno controllo di Kinshasa, rioccupando l’aeroporto internazionale, la sede della radio-televisione di Stato e il complesso dove si trovano il ministero della Difesa e il Comando Centrale delle Forze Armate. Lo ha annunciato Lambert Mende, ministro per l’Informazione e portavoce del governo. Stando a Mende, agli attacchi nella capitale avrebbero partecipato una settantina di sostenitori di quest’ultimo, 40 dei quali sono stati uccisi durante i combattimenti. Nessuna vittima invece tra i militari, né tra la popolazione civile.

«Abbiamo paura» Secondo quanto riferisce Repubblica.it, i genitori bloccati in Congo raccontano che dall’aeroporto si sentivano spari, mentre loro sono bloccati nell’orfanotrofio con i bambini. Hanno chiesto alle autorità italiane di poter partire con i piccoli, in base ad un decreto ministeriale che autorizza il ministero degli Affari esteri ad emettere passaporti diplomatici temporanei per i cittadini stranieri in situazioni di emergenza, ovvero i bambini regolarmente adottati dalle coppie italiane ma ancora bloccati in Congo, nonostante la visita della delegazione inviata pochi giorni fa a Kinshasa dal premier Letta. La risposta delle autorità italiane, riferiscono i genitori, sarebbe però negativa. «Temiamo per la nostra incolumità – dice uno dei genitori – ma non andremo via senza i bambini. Il governo italiano deve muoversi subito: ci vengano a prendere per riportarci tutti, compreso i nostri figli, subito in Italia. Abbiamo paura».

Letta: «Stiamo lavorando» Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, in una nota si dice «vicino alle 24 famiglie italiane interessate dal blocco delle adozioni internazionali in Congo e sta lavorando, da settimane, affinché la vicenda possa risolversi positivamente». L’Unità di Crisi della Farnesina ha inviato intanto istruzioni di non lasciare gli alloggi agli italiani residenti a Kinshasa, tra cui le 24 coppie.

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