©️Fabrizio Troccoli

di Enzo Beretta

Condannato a tre anni di carcere e a 2.500 euro di multa uno spacciatore tunisino accusato di aver ceduto eroina e cocaina a una ragazzina di 15 anni ricoverata in pronto soccorso per un’overdose di droga. La decisione è stata presa questa mattina dal tribunale collegiale di Perugia a distanza di cinque anni dai fatti avvenuti durante la notte tra il 13 e il 14 febbraio 2020. La giovane è stata soccorsa dall’ambulanza dopo che era stata colta da un malore a causa dell’abuso di stupefacenti – è stato ricostruito in aula dall’ispettore Federico Bisunti della Narcotici della squadra mobile -. Ad accorgersi della sua presenza in via dell’Acquedotto era stata una passante. In pediatria la giovane, classe 20024, è stata ricoverata con la diagnosi di abuso di eroina e cocaina.

Cocaina per tutta la notte Ci sono versioni differenti di quella notte ma entrambe, inevitabilmente, si concludono con il malore della giovane trasportata con l’ambulanza in ospedale in condizioni critiche. Inizialmente agli agenti dell’ufficio minori della Divisione anticrimine la ragazzina ha riferito si essersi svegliata all’alba, intorno alle 4 del mattino, per uscire di casa di nascosto dalla madre che era già fuori per lavoro, e di aver raggiunto in compagnia di un’amica tredicenne il centro della città, dove poi sarebbe stata avvicinata da un nordafricano insieme al quale avrebbe consumato cocaina. Alla mobile, però, la versione è cambiata: intorno alle 20.30, sempre insieme all’amica, hanno raggiunto il centro dove le attendeva uno «straniero» (amico della tredicenne) col quale dovevano consumare droga. In zona Acquedotto – è stato ricostruito durante le indagini – i tre hanno assunto cocaina per tutta la notte, con l’uomo che stendeva le ‘strisce’ sul cellulare e le offriva alle minori. Dalla sera fino alle 5 del mattino.

Il malore Prima dell’overdose la 15enne «ha più volte vomitato» durante la notte «a causa dell’assunzione  prolungata ma questo non le aveva impedito di continuare né, tantomeno, aveva impedito all’uomo di continuare a cederle lo stupefacente». Finita la cocaina si passa all’eroina che la 13enne non consuma perché nel frattempo si è «assopita in un angolo»: «Quando la cocaina termina lo straniero tira fuori quella che diceva essere ‘eroina’ e nonostante si fosse premurato di sconsigliare alla minorenne di assumerla, gliela fornisce comunque assumendola insieme a lei». Anche lui – è la ricostruzione – sta male e vomita, «probabilmente anche lui intossicato dall’eccessiva assunzione di eroina e cocaina», se ne accorgono le ragazze che si erano allontanate qualche minuto per andare a prendere qualcosa in un bar della zona. Poi, al ritorno, il malore della 15enne e l’arrivo dell’ambulanza. Mentre accadeva tutto questo la mamma della 13enne era andata in caserma a denunciare la scomparsa della figlia che dopo essere uscita con la sua amica non era più tornata a casa. 

Tribunale Il collegio che ha emesso la sentenza questa mattina era composto da Carla Maria Giangamboni, Serena Ciliberto ed Edoardo Esposito. Contro l’imputato il procuratore aggiunto Giuseppe Petrazzini aveva chiesto una condanna a sei anni di carcere e 22 mila euro di multa. Tra 90 giorni il tribunale depositerà le motivazioni della sentenza. 

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