di Enzo Beretta
È accaduto un fatto clamoroso nel processo d’appello Concorsopoli: la Procura generale ha chiesto l’assoluzione dell’ex presidente della Regione Catiuscia Marini, condannata a due anni in primo grado. Un fatto clamoroso perché quell’indagine del 2019 su un presunto sistema illecito che avrebbe orientato assunzioni e promozioni nel settore sanitario umbro, aveva travolto la giunta regionale e portato alle dimissioni della governatrice.
In aula La Procura generale, nel corso di una requisitoria durate oltre quattro ore, ha chiesto di ridurre le pene per l’ex segretario del Pd umbro Gianpiero Bocci e l’ex assessore regionale alla sanità Luca Barberini. Secondo l’accusa di secondo grado non è stata provata l’esistenza di un’associazione per delinquere (reato per cui i due, in primo grado, erano stati riconosciuti colpevoli): per Bocci, condannato in primo grado a 2 anni e 7 mesi è stata richiesta una pena di 2 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione mentre per Barberini, che era stato condannato a 3 anni, una pena di un anno, 9 mesi e 10 giorni soltanto per i reati di falso e rivelazione di segreto d’ufficio. Per quanto riguarda la Marini, invece, che beneficia dell’abolizione del reato di abuso d’ufficio, secondo la Procura generale non sono utilizzabili le dichiarazioni del suo più stretto collaboratore.
Abuso d’ufficio reato abrogato Scrive in una nota il procuratore generale Sergio Sottani: «È stata posta particolare attenzione all’avvenuta abrogazione della fattispecie di abuso d’ufficio. La Procura Generale ha precisato che tale reato non è stato assorbito da altre ipotesi criminose, ma è stato eliminato dall’ordinamento, circostanza che impone di valutare diversamente le contestazioni originariamente mosse agli imputati». E prosegue: «Un ulteriore tema centrale della requisitoria ha riguardato il reato di rivelazione del segreto d’ufficio. È stata infatti operata una puntuale distinzione tra le diverse ipotesi previste dal relativo articolo del Codice penale, sottolineando che la figura prevista dal terzo comma non costituisce un’aggravante della fattispecie base, ma una previsione autonoma. Le richieste di assoluzione si fondano sulla distinzione tra ‘segnalazione’ ed istigazione alla commissione del reato di utilizzazione del segreto d’ufficio e sulla giurisprudenza più recente sulla non punibilità della ulteriore circolazione da parte di terzi della notizia segreta».
Il tema dell’associazione Un focus particolare, nel comunicato stampa, riguarda «il tema dell’associazione per delinquere, rispetto al quale la Procura Generale ha richiamato la necessità che, all’interno di un presunto sodalizio criminoso, sia individuabile almeno un soggetto dotato della titolarità di informazioni coperte da segreto d’ufficio, in grado di rivelarle agli altri associati. L’assenza di tale requisito – viene spiegato – è stata rappresentata come elemento decisivo nell’esclusione della configurabilità dell’associazione contestata in alcuni capi d’imputazione».
Le altre richieste di oggi Chiesta la condanna a 10 mesi e 20 giorni per Maurizio Valorosi, l’assoluzione «per non aer commesso il fatto» di Marini, Marco Cotone, Antonio Tamagnini ed Eleonora Capini. Chiesta l’assoluzione di Antonio Tullio e Massimo Lenti «dal reato di cui al capo 38, limitatamente al verbale della commissione esaminatrice del 6 luglio 2018, conferma nel resto», oltre al rigetto degli appelli proposti dagli imputati Patrizia Borghesi, Alessandro Sdoga, Patrizia Mecocci, Alvaro Mirabassi, Walter Orlandi, Simonetta Tesoro, Potito D’Errico, Domenico Riocci e Mauro Faleburle.
Le condanne in primo grado Maurizio Valorosi 1 anno, Luca Barberini 3 anni, Gianpiero Bocci 2 anni e 7 mesi, Eleonora Capini 1 anno e 4 mesi, Marco Cotone 9 mesi e 10 giorni, Potito D’Errico 2 mesi, Rosa Maria Franconi 1 anno e 4 mesi, Catiuscia Marini 2 anni, Patrizia Mecocci 1 anno e 4 mesi, Walter Orlandi 1 anno 9 mesi e 10 giorni, Mario Pierotti 1 anno 9 mesi e 10 giorni, Domenico Riocci 2 mesi, Alessandro Sdoga 1 anno e 4 mesi, Antonio Tamagnini 1 anno, Simonetta Tesoro 1 anno e 4 mesi, Elisabetta Ceccarelli 1 anno e 4 mesi, Patrizia Borghesi 2 anni, Mauro Faleburle 1 anno e 4 mesi, Massimo Lenti 1 anno e 4 mesi, Antonio Tullio 10 mesi, Alvaro Mirabassi 1 anno e 4 mesi.
