La sede della Corte dei conti (foto ©Fabrizio Troccoli)

La Corte dei Conti dell’Umbria ha rigettato la richiesta di risarcimento del danno erariale avanzata dalla Procura regionale nell’ambito del procedimento su «Concorsopoli» che coinvolgeva 22 persone tra cui l’ex presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, l’ex segretario del Pd Gianpiero Bocci e l’ex assessore alla Sanità Luca Barberini, tutti condannati nel processo di primo grado penale. La Procura contabile aveva chiesto complessivamente oltre 204 mila euro per presunti danni da disservizio e d’immagine collegati alla vicenda giudiziaria sui concorsi truccati all’Azienda ospedaliera di Perugia, emersa nel 2019.

Sentenza Nella sentenza depositata oggi la sezione giurisdizionale umbra (presieduta da Giuseppe De Rosa, con giudice relatore Elisabetta Conte) ha ritenuto «infondata» la domanda della Procura, rilevando l’assenza di un danno patrimoniale subìto dalle amministrazioni coinvolte, tra cui Regione Umbria, Azienda ospedaliera di Perugia, Usl Umbria 1 e Ministero dell’Interno. Secondo i giudici «il pubblico ministero non ha fornito prova del lamentato danno da disservizio».

Decisione La Corte ha inoltre respinto tutte le eccezioni preliminari e dichiarato che le amministrazioni di appartenenza dei convenuti dovranno sostenere le spese legali, liquidate in 700 euro per Patrizia Borghesi, Eloenora Capini, Marco Cotone, Rosa Maria Franconi, Massimo Lenti, Catiuscia Marini, Patrizia Mecocci, Walter Orlandi, Simonetta Tesoro, Antonio Tamagnini e Antonio Tullio, e 1.100 euro per Luca Barberini e Emilio Duca. Nulla è stato disposto per Gianpiero Bocci e Mauro Faleburle, che non si sono costituiti. La pronuncia chiude così anche sul fronte contabile la lunga vicenda di «Concorsopoli», che aveva portato a condanne penali non ancora definitive per alcuni degli stessi protagonisti. Il processo d’appello inizia tra due giorni

Dichiarazioni Dichiara l’avvocato Nicola Pepe, difensore della Marini: «Finalmente dopo anni di processi arriva anche l’autorevole vaglio della Corte dei Conti dell’Umbria che ha accolto la tesi che, sin dall’inizio, abbiamo sempre sostenuto. In ogni sede abbiamo ribadito la totale estraneità di Catiuscia Marini rispetto alle accuse rivoltele dalla Procura ordinaria, sostenendo la correttezza e la piena legittimità del suo operato, che esclude anche qualsiasi ipotesi di disservizio del sistema sanitario regionale. Ribadisco non solo la legittimità dell’operato della mia assistita ma anche le sue grandi doti di governance. Esprimo dunque la mia più grande soddisfazione avendo da sempre confidato nella Corte dei Conti dell’Umbria, che è composta da magistrati di altissimo livello ed attenti sotto ogni profilo». Soddisfazione è stata espressa anche dagli avvocati Massimiliano Sirchi e Giulio Liscio, difensori di Eleonora Capini «per le condivisibili motivazioni con le quali la sezione giurisdizionale per l’Umbria della Corte dei Conti di Perugia ha respinto la richiesta di condanna al risarcimento del danno per ipotizzato disservizio nei confronti della nostra assistita. L’approfondito e puntuale vaglio critico del materiale istruttorio, compiuto dai Giudici contabili, ha, infatti, dimostrato l’inesistenza di qualsiasi pregiudizio erariale riconducibile alla nostra assistita, la quale negli anni passati ha svolto la propria attività professionale con rigore ed assoluta dedizione, finalizzata alla tutela del diritto alla salute dei pazienti che si sono rivolti alla struttura sanitaria dell’ospedale di Perugia».

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