di MA.T.
E’ stato anticipato, rispetto alle attese, l’orario della seconda fumata che è stata nera. Alle 11.39 dal comignolo che attira gli sguardi all’insù dei numerosi fedeli e pellegrini accorsi a San Pietro è uscito del fumo nero, questa volta più visibile rispetto a quello di ieri sera grazie alla luce del giorno, ma di colore meno intenso tanto da suscitare qualche dubbio rispetto al colore del fumo. C’era da attenderselo qualche minuto di anticipo viste le anticipazioni fatte rispetto ai tempi di votazione che vogliono tempi appunto più ristretti man mano che si procede nel voto, poichè i porporati prendono dimestichezza con lo strumento del voto.
Due votazioni al mattino Due votazioni quindi ci sono state questa mattina. I cardinali sono entrati in Sistina intorno alle 9.45, la prima votazione c’è stata dopo le dieci e la seconda appena concluse le operazioni della prima il cui risultato c’è stato poco prima della fumata nera delle 11.39. Un anticipo di circa 20 minuti rispetto alle attese. Nell’accensione delle schede, a mezzogiorno, sono state bruciate quelle di entrambi le votazioni. Ora c’è da attendere le votazioni del pomeriggio, dopo il pranzo in Santa Marta, un nuovo conciliabolo tra cardinali e il breve riposo pomeridiano se i porporati sfrutteranno il tempo a disposizione per farlo o saranno impegnati negli incontri e nelle ‘strategie’.
Due votazioni al pomeriggio Ci saranno due votazioni i cui esiti sono attesi il primo per le 17, poco prima o poco dopo, e il secondo per le 19. Se non ci sarà fumata bianca nella prima votazione del pomeriggio, ovvero la quarta votazione, allora c’è da attendersela per le 19, in caso contrario ci sarà comunque la fumata nera sempre intorno alle 19, con l’accenzione delle schede di entrambi le votazioni del pomeriggio, ovvero della quarta e della quinta.
Il borsino Secondo i commentatori se entro stasera, o al massimo domani, giovedì, non ci sarà il nuovo Papa, allora si potrebbe parlare di partita aperta. Quindi si potrebbe abbandonare l’opzione Scola data per favorita dai rumors trapelati durante le congregazioni e dirottare i voti verso figure considerate outsiders. Tra questi viene dato in ascesa, anche dai quotidiani italiani ma non soltanto, il cardinale canadese Ouellet che potrebbe essere accettato sia dall’ala più progressista che fa principalmente capo ai cardinali americani, sia dagli ambienti curiali. C’è chi, tra i commentatori, vede in crescita anche le possibilità di essere eletto per il cardinale newyorkese Dolan, che sarebbe quella figura che può superare il problema del papa americano, nel dialogo con l’islam e con altri paesi che non avrebbero buoni rapporti con gli Stati Uniti, proprio per il suo profilo critico rispetto al governo americano. Sono comunque suggestioni che però possono rappresentare qualcosa di più concreto a partire da domani, mercoldì, in caso di un’altra o adirrittura altre due fumate nere che significherebbe avere consumato già 7 votazioni.
L’opinione pubblica americana Intanto una parte dell’opinione pubblica americana che conta ha messo le mani avanti rispetto alla scelta di un pontefice americano, considerando tutti quelli in corsa come conservatori. Sono gli stessi commentatori che però considerano tutti e 15 i cardinali presenti in conclave come assolutamente non riformatori.
