Ci sono tredici umbri tra le 835 vittime di una maxi truffa sulla compravendita di auto di lusso di provenienza tedesca (Porsche, Mercedes, Audi, Bmw) in molti casi mai consegnate, nonostante il pagamento di anticipi anche di 30-40 mila euro. In altri, vendute scaricando il chilometraggio anche del 50-70% e comunque omettendo il pagamento della tasse. Sono state la guardia di finanza di Pordenone e la polizia stradale di Udine, su delega della Procura della Repubblica di Udine, a eseguire cinque provvedimenti restrittivi della libertà personale e un sequestro per oltre cinque milioni di euro nei confronti di membri di un sodalizio criminale operante in tutto il territorio nazionale.

Frode all’erario L’operazione trae origine da un sequestro per contrabbando doganale, effettuato a Pordenone, di una Rolls Royce Phantom II intestata a una società con sede in svizzera. Da qui si è scoperchiato un vaso di Pandora con la scoperta di una struttura organizzata che operava (tramite di società con sedi legali fittizie a Roma e Palermo) nella promozione e vendita in tutta Italia di autoveicoli di alta gamma, attraverso noti siti internet specializzati. Le indagini, durate quasi un biennio e condotte anche tramite intercettazioni telefoniche, hanno permesso di scoprire che le operazioni commerciali erano attuate nella più totale inosservanza degli obblighi tributari, per i quali sono stati quantificati, in quattro anni, ricavi non contabilizzati fiscalmente per oltre 30.572.000 euro (di cui 5.400.000 euro di Iva). Il meccanismo evasivo vedeva i redditi evasi strumentalmente “allocati” in capo a società “schermo”, esistenti più da un punto di vista formale che imprenditoriale, intestate a “prestanomi”, del tutto incapienti ad eventuali pretese risarcitorie dell’Amministrazione finanziaria. Per 635 autovetture immatricolate fraudolentemente è stato disposto il sequestro delle carte di circolazione.

Auto mai consegnate C’è poi il filone dell’incasso di anticipi e, talvolta, dell’intero corrispettivo senza poi provvedere alla consegna dell’auto, sovente avviando plurime trattative per la cessione del medesimo autoveicolo con più acquirenti. In aggiunta alle evasioni fiscali sono stati, quindi, quantificati ulteriori introiti illeciti per 2.150.000 euro.

Tre arresti e 18 indagati Attualmente sono 18 i soggetti, facenti parte della struttura criminosa, indagati dalla Procura della Repubblica di Udine per reati di associazione a delinquere, fiscali, truffa e falso materiale e ideologico. Il gip di Udine ha emesso provvedimenti di arresto nei confronti di tre soggetti (residenti a Pordenone, Anzio e Nettuno) posizionati ai vertici dell’associazione, mentre nei confronti di altri due sono stati disposti provvedimenti di “obbligo di dimora” nel comune di residenza. Eseguite infine perquisizioni personali e domiciliari nei confronti di ulteriori tredici soggetti coinvolti a vario titolo nell’organizzazione, tra i quali i titolari delle agenzie di pratiche automobilistiche utilizzate per le fraudolente immatricolazioni dei veicoli e delle officine dove gli stessi venivano “schilometrati” prima della vendita.

 

 

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