di Chia.Fa.
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Nessuno venda le azioni della Spoleto credito e servizi (Scs) fino al due ottobre, scatta la diffida al ministero delle Finanze e a Bankit. Ha voluto attendere di prendere visione dell’ordinanza con cui il Tar del Lazio ha, di fatto, dribblato la richiesta di misure cautelari sul provvedimento di commissariamento della società cooperativa, rimandando all’autunno la pronuncia, il professore Federico Tedeschini, legale a cui si sono affidati l’ex presidente Giovannino Antonini e parte dell’ultimo consiglio d’amministrazione.
Diffide Ma venerdì, una volta che le due pagine depositate dai giudici amministrativi gli sono state notificate, ha rotto gli indugi. «Il collegio del Tar – sono state le parole del professore – ha diffusamente motivato l’ordinanza, riconoscendo la fondatezza di diverse censure esposte in ricorso e ritengo sia indicativo dell’esito del giudizio». Ergo: «Diffido il ministro delle Finanze e il governatore di Bankit a toccare l’assetto di Scs, per intendersi non possono né vendere né comprare le azioni della coop».
L’ordinanza del Tar A ridare la carica agli ex di Scs tornati all’attacco nelle ultime ore è il riferimento all’art 55 comma X del codice del processo amministrativo che prevede la pronuncia di un giudizio in tempi brevi nel caso in cui «le esigenze del ricorrente siano favorevolmente apprezzabili». Parole gradite alla ex governance della Scs che in una nota scrive: «La celere quanto infrequente fissazione dell’udienza per la pronuncia conferma l’assoluto rispetto delle nostre doglianze, eccezionalità ancor più straordinaria in ragione del peso istituzionale della controparte Bankit».
Gli ex di Scs vogliono la sentenza Ma il 2 ottobre non è così vicino e l’impressione è che il Tar del Lazio, con l’ordinanza depositata ieri mattina, abbia voluto sfilarsi da una partita delicata invitando Bankit a sciogliere il commissariamento prima dell’autunno. Un’ipotesi che non scuote più di tanto il professor Tedeschini. «Se dovesse cessare la materia del contendere – il professore – chiederò la soccombenza virtuale, anche perché poi ci sarebbe una richiesta di risarcimento danno». Insomma, alla sentenza del Tar si vuole arrivare ad ogni costo. Dall’altra parte l’avvocatura di Stato, che assiste ministero e palazzo Koch, non mollerà la presa, forte della corposa documentazione a riprova della correttezza della strada seguita da Bankit.
Ricorso Codacons contro commissariamento Bps E oggi il Codacons ha anche reso noto di avere presentato, per conto di un gruppo di azionisti della Banca Popolare di Spoleto, un ricorso al Tar. Impugnati, inutile dirlo, gli atti con cui palazzo Koch ha disposto il commissariamento dell’istituto di credito umbro. «Una decisione – scrivono nella nota – illegittima e priva di reale motivazione, considerando che l’istituto di credito presentava un situazione economica negativa per pochi milioni di euro, diversamente dai debiti per miliardi di euro in capo a Mps», come noto non commissariata. Il cavallo di battaglia, anche qui, è quello dei due pesi e delle due misure.
